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pubblicato il 23 novembre 2018

Moto sequestrata: il centauro sarà custode

Il Parlamento sta discutendo la nuova proposta di legge, che rivoluzionerebbe il Codice della strada

Moto sequestrata: il centauro sarà custode

Governo molto attivo in materia stradale: fra le varie proposte di modifica, ce n’è una che riguarda specificamente le moto e i sequestri dei mezzi, in assenza di copertura assicurativa oppure di guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di stupefacenti. Per capire di che parliamo, occorre partire dalla situazione attuale, ponendo una domanda che non ha risposta: se una moto viene sequestrata, chi paga il deposito? Non c’è una risposta sicura, fra norme oscure, circolari interpretative contraddittorie, sentenze altalenanti. Ecco allora la soluzione, che trovate in basso.

Fa tutto il motociclista

Oggi, il Codice della Strada prevede che l’affidamento al proprietario/trasgressore sia possibile quando lo stesso disponga di un’autorimessa o di un’area privata in cui custodirlo senza pregiudizi per la circolazione stradale. Siccome oggi la moto viene sequestrata e spesso portata in deposito, la norma viene aggirata da un emendamento al decreto sicurezza: la palla ora passa al Parlamento. La soluzione è che le moto (di qualsiasi cilindrata, inclusi scooter e ciclomotori) non verranno portate subito in deposito, ma lasciate al proprietario, che ne diventerà custode. Quindi, si passa dall’attuale custodia in deposito senza individuare con precisione chi debba pagare; a una custodia del motociclista. Con la moto nel proprio box o altrove.

Tre casi

Ovviamente, la proposta di modifica al Codice della Strada include le tre situazioni tipiche: fermo amministrativo (ganasce fiscali per mancato pagamento di una multa stradale), sequestro (il caso più frequente, una misura temporanea), la confisca (misura definitiva, con la moto che diviene di proprietà dello Stato). Tecnicamente, la procedura per le moto sarà identica a quella per le auto: ci sarà l’affidamento del mezzo al conducente o al proprietario, che dovrà assumere la custodia garantendo. Dovrà garantire che il veicolo venga tenuto in un luogo nella disponibilità di questo soggetto (basti pensare a un parcheggio nel cortile del palazzo) o in un luogo non soggetto a pubblico passaggio (box o garage, a spese del centauro). 

Pro e contro

Se la nuova norma diverrà realtà, non ci saranno più dubbi interpretativi. C’è il rovescio della medaglia: basti pensare alle moto utilizzate da delinquenti e criminali, o a quelle pericolosamente truccate (col motore dopato). Soggetti che dovranno essere custodi della moto sequestrata: c’è da fidarsi? Per chi sgarra, comunque, multa di 1.818 euro: sanzione che dovrebbe fare da deterrente.

Polemiche roventi

L’Ancsa (associazione sindacale maggiormente rappresentativa dei soccorritori stradali) ha proclamato lo stato di agitazione della categoria e si accinge ad avviare una serie di manifestazioni di protesta su tutto il territorio nazionale a seguito dell’inserimento nel secreto sicurezza, in corso di conversione in Parlamento, di questa modifica al Codice della Strada. Perché “esclude che le Forze dell’ordine possano affidare alle depositerie giudiziarie i veicoli sottoposti a sequestro amministrativo per violazione del Codice della Strada”. Infatti, “l’intenzione del Governo è di ridurre le spese di custodia a carico dell’erario”. Attenzione: “L’affidamento del veicolo al trasgressore comporta un pericolo concreto: che questi abbandoni il veicolo sul suolo pubblico o in una discarica non autorizzata oppure, cosa ancora più grave, lo rimetta in circolazione”. Tutto questo “favorisce insicurezza per la circolazione e pericolo per l’ambiente, e incide pesantemente sul futuro di migliaia di lavoratori attivi nelle depositerie giudiziarie italiane”

 

Foto: La Voce del Trentino

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti , alcol , assicurazione


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