Sport

pubblicato il 16 dicembre 2008

Aprilia e BMW: il vero debutto

Due osservate speciali a Kyalami: com'è andata?

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Tanta carne è stata messa al fuoco durante i test della scorsa settimana a Kyalami: avremo occasione di cuocerla tutta, visto che anche le Superbike si fermano per la pausa invernale…e credo che nessuno avrà difficoltà a credere che l’interesse degli addetti ai lavori era diviso in ugual maniera fra l’individuare chi sarà, fra i vari pretendenti al trono, il protagonista dell’era post-Bayliss e decifrare le potenzialità delle due esordienti di categoria sulla base del primo test.

ALLEGRO MA NON TROPPO
Le prove di Kyalami hanno messo in mostra, per BMW e Aprilia, un panorama fatto di luci e ombre, come del resto è normale per due moto tanto giovani: i britannici parlano di "teething problems", facendo il parallelo con lo svezzamento dei bambini. Non a caso, la situazione delle due squadre è un po’ diversa. Immaginatevi una coppia di neogenitori e un’altra che è perlomeno al terzo figlio

APRILIA: LA COPPIA ESPERTA
Partiamo da Aprilia, che recita la parte della coppia ormai esperta in materia. Il team che si occupa della Superbike è fatto di tecnici top, i piloti sono entrambi veloci (e Nakano, più che Biaggi, ha fama di collaudatore di primissimo livello) e dunque non c’è da stupirsi se, nonostante i problemi che hanno penalizzato la squadra di Noale, il riscontro cronometrico non sia affatto male. Soprattutto perché sono stati fatti grandi passi avanti rispetto alla prima uscita della RSV4, in particolare grazie, stando alle dichiarazioni di Biaggi, ad una nuova frizione, che in teoria dovrebbe aver migliorato molto la situazione nella delicata fase di ingresso in curva. Diciamo dovrebbe perché le dichiarazioni del primo giorno sono poi state smentite in seguito, e proprio la frizione sarebbe stata incolpata di qualche vibrazione di troppo proprio nel frangente di iscrizione in traiettoria.
Proprio qui stanno le – relative – difficoltà Aprilia: la RSV4 è una moto completamente nuova, che di fatto rappresenta l’esordio assoluto della casa veneta nella realizzazione di un motore da corsa. Le unità che spingevano la RS Cube e la versione Superbike della RSV, infatti, erano state realizzate in collaborazione più o meno stretta (eufemismo per parlare di una situazione di abbraccio mortale…) con Cosworth, mentre il nuovo quattro cilindri a V è il primo, vero, motore a quattro tempi da corsa Made in Noale. Inoltre, la Superbike di oggi è molto diversa da quella che Aprilia ha lasciato al suo ritiro, nel 2002. Ora l’elettronica ha un ruolo preponderante, e per tenere il passo degli altri deve "fluidificare" in maniera perfetta il connubio fra motore e ciclistica.

BMW: SVEZZAMENTO DIFFICILE
Al contrario, in BMW di moto da corsa moderne, almeno in ambito extra-Endurance, sanno poco o nulla: non è un caso se, contrariamente a quella che è la maggior parte della sua produzione di serie, quasi tutte le soluzioni impiegate sono abbastanza convenzionali. Quando si parte da zero, meglio poter attingere alla "saggezza comune" per diventare rapidamente competitivi.

Allo stesso modo, nel team bavarese ci sono diverse vecchie volpi del mondo delle gare su asfalto, ma la cosa non è ovviamente bastata per piazzare le due S1000RR più in alto del fondo classifica.

ALCUNE COSE CA CONSIDERARE
In primis, Xaus è pilota veloce ed esperto, ma non ha mai brillato – al contrario di Corser – per le sue doti di collaudatore. E’ quindi necessario che Troy svolga il suo lavoro prima che Ruben possa esprimersi al meglio. In secundis, questi test Pirelli ospitavano solo la crema della crema del mondiale SBK, ovvero la squadra di riferimento delle case che partecipano ufficialmente al campionato. Insomma, ultimi magari sì, ma non certo del mondiale, solo degli ufficiali.

Il distacco di un secondo dall’ultimo tempo assumibile come riferimento, ovvero quello di Nakano, è pesante, ma bisogna considerare anche una terza attenuante: BMW ha preferito non attivare il controllo di trazione in questo primo test. Il TC, infatti, interferisce pesantemente con le caratteristiche d’erogazione del motore, e se un team – come appunto BMW – deve ancora sistemare la base della propria moto, rischia di essere più d’intralcio, nascondendo magari potenziali problemi che in seguito diventerebbero irrisolvibili, che d’aiuto.

23 GENNAIO A PORTIMAO
Insomma, qualche problema c’è per entrambe. Ma è normale: quando una categoria è equilibrata e combattuta come la Superbike odierna, aspettarsi debutti "col botto" sarebbe quantomeno ingiusto per chiunque. Penso che i due debutti siano andati secondo le aspettative o forse anche un po’ meglio del previsto. Sono sicuro che nei prossimi test – a Portimao, il prossimo 23 Gennaio – vedremo espresso un po’ di più del potenziale tanto di Aprilia che di BMW.

E magari, con i piloti liberi da "bavagli" contrattuali, potremo anche ottenere dichiarazioni più significative…

Autore: Edoardo Licciardello

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