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pubblicato il 11 dicembre 2008

Kallio, l'uomo del mistero

Il finlandese esordisce in MotoGP. Cosa potrebbe fare?

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KALLIO, CHI ERA COSTUI?
Dunque, vediamo: Mika Kallio, finlandese, nato l’8 Novembre del 1982 a Valkeakoski. Nel mondiale dal 2001, sette vittorie in 125 e cinque in 250, più volte in lizza per il titolo: molti se lo ricorderanno per aver perso il mondiale per 5 punti, nel 2006, in parte a causa del "tradimento" del compagno di squadra Talmacsi che lo superò sul traguardo in Qatar. Un pilota universalmente riconosciuto come veloce ma, nonostante quello che ne pensano alcuni, piuttosto propenso all’errore quando la pressione – sia della gara, sia del campionato – si fa più forte. Oltretutto, un pilota difficilmente giudicabile, visto che raramente ha avuto un compagno di squadra, per non dire di marca, sufficientemente competitivo sull’arco del campionato da poter recitare il ruolo del termine di paragone. Dopo una stagione in cui la matematica e la costanza di risultati, più che i reali valori in campo, lo ha visto come candidato al titolo finale fino a due terzi di campionato, è stato ingaggiato per affiancare il nostro Niccolò Canepa sulla Desmosedici del Junior team Ducati. Quali sono stati i motivi della scelta, e cosa potrà fare il finlandese?

SECONDA SCELTA
E’ vero, Livio Suppo, uno che al di là dell’immagine professionale e… marketing-friendly, diciamo così, di moto e piloti se ne intende, lo ha inserito nella rosa dei papabili fin da metà stagione. Ma la sensazione è che, se Simoncelli o Bautista avessero accettato l’invito a salire sulla sella della Ducati GP9, probabilmente il posto per il finlandese non ci sarebbe stato. Senza voler togliere nulla a Kallio, il finlandese è stato un po’ una scelta di convenienza per non dire di ripiego, ma al di là di questi fattori, Suppo ha proposto l’ingaggio del pilota KTM basandosi anche su solidi elementi tecnici.
Mika, infatti, è pilota dallo stile di guida abbastanza particolare. La sua guida è piuttosto violenta, sicuramente più della media dei piloti della quarto di litro: le sue esigenze in materia di sviluppo sono infatti spesso andate in direzione opposta rispetto a quelle di Aoyama, al contrario contraddistinto da uno stile pulito e rotondo. Non di rado Kallio si è esibito in derapate poco abituali per la 250, e pur pagando la guida irruenta con qualche errore di troppo, è stato notato da chi… cercava un pilota proprio con quelle caratteristiche.

DESMOSEDICI SCORBUTICA
Non è affatto un mistero che i piloti in grado di ottenere i migliori risultati sulla Ducatona siano stati Capirossi e Stoner, due piloti non certo noti per la raffinatezza dello stile, quanto piuttosto per la guida spigolata e violenta su gas e freni. La campagna acquisti Ducati, quest’anno, ha puntato a risolvere il problema delle ultime due stagioni: un solo pilota, pur vincente, che sapeva tirare fuori il meglio da una moto piuttosto anticonvenzionale quanto a distribuzione dei pesi ed erogazione, e gli altri tre ad arrancare – salvo sporadici exploit – a fondo classifica. Un vero guaio, perché se è vero che Stoner è bastato spesso e volentieri a vincere, si fatica a sviluppare una moto con i dati di un solo pilota, e se poi quel pilota si fa male o va in crisi, la stagione è irrimediabilmente compromessa. Ecco quindi la scelta di Hayden, nato come Stoner nel dirt-track, di Canepa, cresciuto affiancando Guareschi nello sviluppo della Desmosedici, e di Kallio, che come abbiamo detto sopra ha caratteristiche di guida apparentemente più che compatibili con la Desmosedici.

UN PRONOSTICO?
Lo confesso: a differenza di Suppo, il sottoscritto non ha grande stima per Kallio. Pilota veloce, si, ma i fuoriclasse sono altri. E, piaccia o no, anche per strong>fare i comprimari (non quelli di fondo classifica, quelli che possono puntare ad entrare nei primi cinque) in MotoGP bisogna essere dei fuoriclasse. Detto questo, è anche vero che la mia opinione su Casey Stoner, prima che arrivasse in Ducati, era solo marginalmente migliore rispetto a quella che ho su Kallio. Sta a vedere che Domenicali e Suppo hanno tirato fuori un altro coniglio dal cilindro…

Autore: Edoardo Licciardello

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