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pubblicato il 4 dicembre 2008

Test Jerez: neoufficiali in difficoltà?

Tempi non esaltanti, ma la situazione non è come sembra...

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E’ stato Valentino Rossi, qualche anno fa, a lamentarsi del fatto che veniva trattato come un dipendente qualunque dalla Honda. La Dorna deve essersi fatta venire qualche idea in proposito, dal momento che, di fatto, piloti e team hanno i periodi di vacanza che ricordano quelli degli operai in fabbrica: agosto e Natale.

SIGNIFICATO PARTICOLARE
E’ per questo motivo che primeggiare negli ultimi test dell’anno, come hanno lottato per fare Rossi e Pedrosa (alla fine l’ha spuntata, di misura, il campione del mondo) ha un significato tutto particolare: significa affrontare una pausa di due mesi sapendo di essere il più forte, o comunque di essere lì vicinissimi, mentre chi torna a casa con le pive nel sacco passa le feste di Natale con qualche dubbio a rodergli il cervello. E il fattore psicologico, come abbiamo visto bene quest’anno, in un campionato tiratissimo come la MotoGP, è ormai di un’importanza pesantissima.

UN SECONDO
Detto questo, è ovvio come situazioni diverse vadano valutate con tutti i se e i ma del caso. Se Rossi può essere soddisfatto del suo tempone, e Pedrosa dormire tranquillo forte di un cronologico migliore di quello di Valentino, il fatto che tutti gli altri abbiano beccato un distacco che va dal secondo in su non deve trarre in inganno.
E’ interessante prendere in esame i casi di Dovizioso e Canepa. Entrambi si trovano ad affrontare un mondo che, in una maniera o nell’altra, già conoscono, ma a vederlo da un punto di vista quantomeno diverso.

DA PRIVATI…
Il forlivese è al primo vero test con il team ufficiale Honda, e il bilancio della due giorni spagnola potrebbe sembrare deludente: un bel secondino dallo scomodo compagno di squadra, ma soprattutto distacchi sensibili anche dai privati che dispongono – sulla carta almeno – di moto ben meno efficaci rispetto alla sua. Ma la realtà è molto più complicata: come ha fatto notare lo stesso Andrea, quando si ha la moto privata si deve solo pensare a saltare in sella e spalancare il gas. Possibilmente fin da subito, in maniera tale da fare notizia e far pubblicare foto belle grandi, in cui lo sponsor si veda bene…

…DA UFFICIALI
Da ufficiali, invece, c’è tutto un lavoro di selezione, sviluppo e adattamento da svolgere prima di poter pensare a fare il tempone. Certo, Pedrosa l’ha fatto, ma lo spagnolo è tre anni che si cuce letteralmente la moto addosso, e non deve fare conoscenza con una squadra tutta nuova. Verrà anche il momento in cui Andrea potrà spalancare il gas senza pensieri in testa; per ora, meglio lavorare. I risultati di Jerez non sono un segno di difficoltà per Dovizioso, anzi, se mai vanno considerati come l’ennesima dimostrazione della sua intelligenza: non è da tutti capire al volo il cambio di situazione di cui è stato protagonista.

SENZA PRESSIONE
Diversa la prospettiva di Canepa. Il genovese ha di fatto passato una stagione a fare il collaudatore, vita sicuramente meno eccitante di quella del pilota, ma allo stesso tempo più comoda. Non c’è la pressione delle gare – che comunque Niccolò conosce bene, avendo vinto l’europeo Superstock due stagioni fa – e si può alzare il ritmo per gradi, senza la spinta…Stoneresca, passateci il termine, di uscire e forzare sempre subito.

CAMBIO DI MENTALITA’
L’australiano appena citato è un caso limite di questa determinazione, ma è evidente che ci vorrà ancora qualche tempo prima che Canepa, che peraltro la Desmosedici la conosce come le sue tasche (ci ha girato fino alla nausea durante la scorsa stagione), faccia quel cambio di mentalità che separa il collaudatore dal pilota in attività. La MotoGP, lo sentite e lo leggete dappertutto, è un altro mondo rispetto alla Superbike.

STEP BY STEP
E si vede anche in questi piccoli dettagli: mai come ora, con test e pneumatici contingentati, è necessaria una concentrazione massima e continua.
A Niccolò servirà ancora qualche test prima di "ingranare" appieno. Diamogli fiducia, anche lui, come Dovizioso, ha l’intelligenza necessaria a procedere per gradi. Il non essersi fatto prendere dalla foga – o schiacciare dalla pressione – è da vedere positivamente.

Se tutto va come deve andare, potrebbe essere una grande stagione per i colori italiani.

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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