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pubblicato il 16 novembre 2018

Ducati Multistrada 1260 Enduro - TEST

La maxi-enduro bolognese diventa più facile senza perdere la sua "cattiveria"

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Non chiamatelo semplicemente restyling: la Ducati Multistrada 1260 Enduro è cambiata molto più di quanto pensiate. Il primo indizio? Le quattro cifre stampate sul serbatoio. Perché la maxi-enduro bolognese segue la strada intrapresa dalla sorella più stradale. Con il chiaro e preciso obiettivo di diventare più godibile per tutti.

Com'è

Il biglietto da visita? Quello (aggressivo) di sempre. Snellita la zona di contatto fra le ginocchia del serbatoio e il pilota, nuove le tinte. Rosso classico o sabbia con finitura ruvida, fatta apposta per portare addosso con stile i segni dell'uso più estremo. Ma le news più interessanti arrivano spulciando la scheda tecnica. La Ducati Multistrada 1260 Enduro ha una sella più bassa di 10 mm rispetto a prima (860 il dato totale). Per ottenerlo, i tecnici hanno anche diminuito la corsa delle sospensioni a 185 mm, 15 in meno sia davanti sia dietro. Con loro, si sono abbassati anche manubrio (-30 mm) e pedane. Il Testastretta DVT? Un plus necessario: arrivato sulla Xdiavel, poi passato alla Multi e ora anche sulla Enduro. Fanno 158 CV – vero, un paio in meno rispetto a prima – ma più trattabilità ai bassi e medi regimi grazie alla fasatura variabile, con 128 Nm a quota 7.500 giri. E intervalli di manutenzione più lunghi, con 15.000 km fra un cambio olio e l'altro e ben 30.000 prima di regolare il gioco valvole (Desmo Service). Ma c'è anche un nuovo comando gas ride by wire, la prima marcia più corta e il quickshifter, che funziona sia in salita sia in scalata. Rivisti completamente il cruise control, la calibrazione motore e la gestione del freno motore, differenziata per ogni singola marcia. La piattaforma inerziale a 6 assi di Bosch dialoga non solo con ABS Cornering, controllo di trazione e sistema anti-impennata, ma pure con le sospensioni semi-attive SkyHook, che hanno beneficiato di una nuova logica di controllo e agiscono su forcella e mono Sachs (quest'ultimo lavora su un forcellone più leggero di mezzo chilo, per un'avancorsa aumentata di 1 mm).

Come va

Serbatoio da 30 litri stretto tra le gambe, cupolino regolabile con una mano in altezza, manubrio largo e... vita snella: la Ducati Multistrada 1260 Enduro rimane una moto imponente, ma adesso anche io che sono alto 1,80 metri tocco terra facile. Davanti agli occhi, brilla di luce propria il nuovo schermo TFT a colori da 5", con interfaccia rivista e più intuitiva. Via al Desmo, si parte per il giro su strada, in zona Castello di Nipozzano, Toscana. Le prime curve non mentono: è una Multi più facile, meno apprensiva. Anche quando si tratta di viaggiare a velocità da Ciao, i suoi 254 kg in ordine di marcia si sentono meno. Mappa Touring la mia preferita per il motore, con sospensioni semi-attive in Sport (per ogni mappatura si può “giocare” con i setting) se si vuole spingere. Un gioco che alla Multi, nonostante il nome da “terra”, piace molto: la ruota anteriore da 19” danza fra le curve quasi come farebbe una grossa naked sportiva e i 158 (esplosivi) CV del bicilindrico fanno il resto. Forcella e mono sembrano più fermi e controllati rispetto alla vecchia 1200, passando sull'asfalto rovinato in piena piega non fanno un plissè. Ci si ritrova a ritmi da codice penale in un amen, con freni da MotoGP (pinze Brembo radiali M4.32 a strizzare dischi da 320 mm davanti) calibrati a dovere dall'ABS Cornering. E con tutti i sistemi elettronici, sviluppati insieme a Bosch, che lavorano in piena sintonia. Ma con lei, nonostante le potenzialità, è anche più facile andare piano. Il bicilindrico diventa un po' irregolare solo sotto i 3.000 giri: da qui in poi si gode, senza fastidiosi scalini o vuoti. E il cambio è migliorato, anche se è meglio usare il quickshifter dai medi regimi in su. Già che ci siamo, non manca qualche vibrazione intorno ai 6.000 giri. Nel pomeriggio è la volta del fuoristrada: tassellati Pirelli Scorpion Rally come “scarpe” e via sui sentieri che circondano il Passo della Consuma. Il serbatoio rastremato consente di serrare bene la presa con gambe e ginocchia sulla moto mentre il manubrio, per me, è proprio dove dovrebbe essere. Il Riding Mode Enduro riduce la potenza a 100 CV, ma volendo la si può sempre aumentare cambiando le impostazioni, certi della notevole “finezza” del nuovo comando gas. La corsa ridotta delle sospensioni non deve spaventare, perché incassano i colpi delle mulattiere toscane senza accusare troppo. Lo sterzo non prende sotto, la direzionalità è molto buona nonostante il cerchio da 19” e non da 21”. Certo il terreno ideale di questa Multi rimane quello aperto, dove scatenare tutta la sua potenza. Ma con lei anche chi non ha fatto la Dakar può affrontare più serenamente, rispetto a prima, tratti anche piuttosto brutti. Basta avere un'idea precisa di come muoversi sulla moto in offroad. A proposito: se si vuol fare esperienza, c'è sempre il DRE, dove Beppe Gualini e il suo team di istruttori sono pronti ad insegnarvi cosa vuol dire guidare in fuoristrada una maxi-enduro da oltre 200 kg.

Quanto costa

La Ducati Multistrada 1260 Enduro è disponibile in due colori: in rosso costa 21.690 euro, che diventano 21.890 se si sceglie il “ruvido” sabbia. La dotazione è completa, ma non mancano quattro i pacchetti di optional: Touring, Enduro, Urban e Sport, ciascuno pensato per valorizzare un preciso lato del carattere di questa Multi. Infine, i consumi: su strada, guidando sportivamente, la strumentazione ha mostrato un valore di 6,2 l/100 km, ovvero poco più di 16 km/l.

Abbigliamento utilizzato

Casco: Bell
Giacca: Clover Dakar WP Airbag
Pantaloni: Clover
Guanti: Clover Granturismo WP
Stivali:Alpinestars Belize Drystar

Autore: Andrea Rapelli

Tag: Test , test


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