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pubblicato il 1 dicembre 2008

Michael Schumacher: 2009 in SBK?

Tormentone giustificato...

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Ormai se ne parla da talmente tanto che il termine "tormentone" è più che giustificato: del resto, è normale che un pilota delle quattro ruote che si diverte in sella alle due, andando anche nemmeno tanto piano, faccia notizia. Se non avete vissuto sotto un sasso per gli ultimi due anni, avrete capito che stiamo parlando di Michael Schumacher.

Che, beato lui, da quando è in pensione si diverte a consumare gomme e benzina in sella alle migliori moto da corsa del pianeta: è partito dalla Ducati Desmosedici, ci ha preso gusto, ha corso qualche gara con le Superbike tedesche, poi su una KTM da trofeo, infine si è fatto un giro su qualche SBK da mondiale.

E’ UN FENOMENO…
Inevitabile che i tempi non siano ancora a livello di quelli di un professionista: Schumi è indubbiamente un fenomeno, ma ha quarant’anni e va in moto seriamente da tre. Aspettarsi che possa fare di più al momento attuale sarebbe quantomeno da ingenui, oltre che ingeneroso nei suoi confronti, perché il suo passo è comunque roba che un comune mortale, con il suo iter professionale, potrebbe sì e no sognarsi la notte.

…MA C’E’ DA LIMARE
Il fatto che ci sia ancora qualche secondo da limare per stare con i primi della classe non ha però impedito un certo fioccare di offerte – più o meno serie – che propongono una sella al tedesco "della Ferrari". Lui, da parte sua, pensa sempre più seriamente di restare nel campionato tedesco, dove può togliersi qualche soddisfazione, ma c’è chi lo vorrebbe al mondiale. Carlo Fiorani, responsabile sportivo Honda Europa (e con un passato in Ferrari, guarda tu la combinazione…) ha già dichiarato senza mezzi termini che la moto da mondiale per Schumi c’è, basta che Michael la chieda.

ONDATA DI SDEGNO
Inevitabile la levata di scudi, per non dire l’ondata di sdegno, per la proposta indecente in oggetto. Ma come...ci sono tanti giovani più che promettenti che non trovano una sella, e noi non troviamo di meglio da fare che offrire una Honda ufficiale ad un pensionato della F1? Che peraltro non farebbe meglio a starsene a giocare nel campionato tedesco, invece di rovinare la sua immagine e il ricordo dei tifosi con prestazioni che sicuramente non saranno all’altezza del suo blasone?

Difficile dargli torto, dal punto di vista sportivo. Molto più facile farlo da quello del business. Ma come, sono anni che diciamo che la SBK ha bisogno di diventare grande, di fare finalmente il salto di qualità definitivo, di sfondare il video e allargare i suoi orizzonti per poter finalmente attirare gli sponsor che le servono, e davanti ad un’occasione come questa ci chiudiamo nel solito snobismo provinciale da smanettoni, che vogliono tenere la SBK "dura e pura" solo per sé?

ECO MEDIATICA
Scusate, pensate bene a che razza di eco mediatica – e soprattutto a che tipo di consacrazione tecnica e sportiva – riceverebbe il mondiale Superbike da un’operazione del genere. Schumacher, uno che riceve le prime pagine dei quotidiani sportivi, si mette a correre per diletto nella SBK. Nella SBK, non nella MotoGP. Diamine, roba che qualcuno scopre che la SBK esiste e si spinge a leggerne le cronache. Magari anche a guardare qualche gara, e a vedere che lo spettacolo è di quelli che meritano di essere visti. Roba che convinciamo La7 a riservare un trattamento decente alla Superbike, e a qualche sponsor a rimpinguare i budget di qualche squadra.

Inoltre, proprio il fatto che Schumacher difficilmente possa puntare a risultati di spessore assoluto sarebbe la miglior prova che il livello della Superbike non è poi così basso come qualcuno potrebbe pensare. Andiamo, ci sono rincalzi con la valigia probabilmente ben più lenti di lui su cui nessuno ha trovato nulla da ridire, sarebbe stupido e soprattutto miope inalberarsi su questioni di principio a fronte dei benefici che un nome come quello di Schumi potrebbe portare alla SBK.

WILD CARD
Ma state tranquilli: vedrete che non succederà. Michael è troppo concreto, realistico e intelligente. La scelta del campionato tedesco la dice lunghissima. Ma pensate un attimo: se si facesse le ossa lì e corresse un paio di gare da wild card? Ecco, questo non sarebbe affatto male…

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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