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pubblicato il 9 ottobre 2018

Autovelox, stangata ai Comuni: solo sul lato autorizzato

No all’abuso delle macchinette da parte degli enti locali, lo ha stabilito la Cassazione

Autovelox, stangata ai Comuni: solo sul lato autorizzato

La Cassazione stanga i Comuni in materia di autovelox. Stando all’ordinanza 23726/2018, la postazione fissa va messa solo sul lato della strada autorizzato. Se c’è l’ok per un lato solo, sull’altro l’autovelox non può essere posizionato. Basta col brutto vizio, illegale e anti-costituzionale, di mettere autovelox ovunque in modo indiscriminato per fare cassa sulla pelle di motociclisti e automobilisti.

Dove e come

Ma di quali autovelox parliamo? Di quelli gestiti e piazzati dai Comuni fuori città: su provinciali, regionali, Statali. Qui i Comuni incassano i quattrini, in attesa di un decreto che renda effettiva la legge del 2010, in base alla quale i proventi vanno spartiti coi proprietari delle strade. Pertanto, secondo la Cassazione, se la Statale dà l’ok a un autovelox su un lato, il Comune può mettere l’apparecchio solo quel lato. Se lo piazza anche sull’altro lato, la multa è illecita.

Decide il Prefetto

Fuori città, serve il sì del Prefetto. Tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all'incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati. Se, nel decreto prefettizio, è contenuto specificamente il riferimento a un determinato senso di marcia, il rilevamento elettronico della velocità e la correlata attività di accertamento (con contestazione differita) degli agenti stradali intanto potranno ritenersi legittimi se riferiti all'autovelox come posizionato in conformità al decreto autorizzativo. Nulla la multa con riguardo ad altro autovelox posizionato sulla stessa strada e in prossimità dello stesso punto chilometrico ma sulla carreggiata o corsia opposta, che non abbiano costituito oggetto di previsione da parte dello stesso o di altro provvedimento autorizzativo.

Regole da rispettare

Già che c’era, la Cassazione ha messo i puntini sulle i. Primo: le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi. Secondo: i segnali stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi devono essere installati con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante. La distanza tra i segnali o i dispositivi e la postazione di rilevamento della velocità deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi; in particolare è necessario che non vi siano tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento intersezioni stradali che comporterebbero la ripetizione del messaggio dopo le stesse, e comunque non superiore a quattro km.

Ricorsi vincenti

Per chi prende una multa da un autovelox illegale, il ricorso è vincente: basta esibire il verbale. Riporta l’autorizzazione prefettizia a un autovelox su un lato solo: se l’infrazione è stata rilevata dall’apparecchio sull’altro lato, la contravvenzione è nulla. Ci si oppone gratuitamente al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica; o entro 30 giorni al Giudice di Pace pagando una tassa di 43 euro. E per chi ha preso vecchie multe? Se sono trascorsi più di 60 giorni, non c’è niente da fare: i quattrini incassati dal Comune non verranno restituiti

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , autovelox


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