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pubblicato il 23 dicembre 2018

Moto e bici elettriche: una possibile rivoluzione

Sta cambiando il modo di muoversi: bici e moto protagoniste

Moto e bici elettriche: una possibile rivoluzione

Con i blocchi del traffico alle auto, le limitazioni alla circolazione delle macchine e l’esigenza di inquinare meno, si è in presenza di una possibile rivoluzione. Che vede protagoniste moto e bici elettriche.

Quali scenari

Come emerso alla seconda edizione di e_mob, la Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica tenutasi a Palazzo Lombardia di Milano dal 27 al 29 settembre, il mezzo privato (in prevalenza l’auto) che oggi rappresenta l’80% dei viaggi diverrà meno centrale nelle scelte di spostamento. Oltre al previsto aumento degli utenti del trasporto pubblico, rigorosamente elettrico come nel piano di Milano per il 2025, la mobilità sarà sempre più condivisa grazie alle crescenti proposte di sharing di biciclette, scooter e auto. Una soluzione efficace per ridurre il traffico e le emissioni, come dimostra il servizio regionale E-Vai che, con 20.000 noleggi annui, consente un taglio della CO2 in atmosfera pari a 100 tonnellate.

Cosa può accadere

A fare prevedere una crescita dello sharing elettrico sono anche le soluzioni sempre più innovative, come il recente debutto a Milano del bike sharing elettrico a flusso libero con incentivazione degli utenti virtuosi nel gestire l’energia dell’e-bike. O quelli pensati per portare la condivisione nell’hinterland delle città metropolitane, dove la carenza dei mezzi pubblici è più sentita. Si sperimentano così servizi che forniscono ai pendolari una vettura elettrica per raggiungere la stazione e completare il viaggio a emissioni zero con il treno, lasciando l’auto a disposizione dell’amministrazione pubblica durante il giorno per restituirla al rientro dal lavoro. 

Anche per le aziende

Protagonisti i sharing aziendali con vetture utilizzabili dai dipendenti per le trasferte di lavoro o per il tempo libero, come uscite serali o gite nel fine settimana. E ancora quelli pensati per fornire alle aziende dei centri direzionali la condivisione tra più imprese che singolarmente non potrebbero permettersi l’onere. Anche gli alberghi possono proporre ai clienti che viaggiano per affari una soluzione per raggiungere il centro a emissioni zero. Altra soluzione è il ride sharing elettrico, che aggiunge al servizio di condivisione quello per dare un passaggio a persone che effettuano lo stesso percorso con riduzione dei costi di spostamento per il guidatore e un viaggio a basso prezzo per il passeggero.

Problema vandali

Resta però un guaio: i vandali che rovinano i mezzi in sharing. Che siano auto, bici o moto. Serve un giro di vite in due direzioni: maggiore prevenzione e più repressione, a favore della sicurezza stradale, dell’ambiente, e per favorire anche lo sviluppo di un settore economico che crei occupazione. 

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato


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