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pubblicato il 11 ottobre 2018

Dossier Garage BMW

BMW F 850 GS: col tassello all'esame dell'off-road

Più maxi che media, non ha paura di sporcarsi le ruote dove finisce l'asfalto

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In moto il tran-tran quotidiano può anche essere divertente, ma il vero gusto arriva quando si mettono le ruote fuori dalle mura cittadine. Se poi la meta si trova dopo km e km di fuoristrada, il viaggio assume un altro fascino: parola di Manuel Lucchese nella sua prova della F 850 GS. Per uno che di solito lotta contro i cronometri dei grandi rally, come nella Dakar,  guidare tra asfalto e strade bianche la F 850 GS è un vero godimento. Ma per godere, si sa, bisogna un po’ soffrire. E allora, prima di arrivare dove iniziano le curve e i sentieri più affascinanti, ci vuole l’autostrada. 

Affidabile in strada

Il bicilindrico parallelo è molto regolare ma, oltre a bassi e medi corposi, sfodera anche un allungo da campione. E con lo scarico Akrapovic ha un sound da leccarsi i baffi! Sulla carta fanno 95 CV a 8.250 giri e 92 Nm a 9.250 giri, già pronti per la futura normativa Euro 5. Il tutto con un’elettronica che, scegliendo le mappe PRO con piattaforma inerziale, sorveglia e agisce in sordina, senza farsi sentire troppo. Bella la connessione fra la manopola del gas e il motore, così come il funzionamento di controllo di trazione e ABS cornering. Grazie al doppio contralbero di bilanciamento, uno davanti e uno dietro l’albero motore, la F 850 GS vibra molto meno rispetto alla vecchia 800. Il cupolino però poteva essere più generoso, per proteggere al meglio anche chi come me supera il metro e ottanta. Come ogni maxienduro che si rispetti, anche questa GS ha la ruota anteriore da 21 con cerchio a raggi. Ma se per questo pensate che tra le curve se la cavi male, beh, vi sbagliate di grosso. La dimostrazione è un misto stretto affrontato con il coltello tra i denti: la F 850 GS cambia direzione in un amen, offrendo un ottimo compromesso fra stabilità e maneggevolezza. Non siamo al livello di moto prettamente stradali, ma non ci si può davvero lamentare. Soprattutto, tenendo presente che le sue “scarpe”, stavolta, sono pneumatici tassellati: le sensazioni che arrivano al manubrio raccontano di una moto che mixa alla grande stabilità e maneggevolezza, facendo valere una miglior distribuzione dei pesi rispetto al passato.

Divertente in off-road!

Ma basta parlare di asfalto: il vero esame per la F 850 è dimostrare che dietro alle lettere GS ci sia davvero una moto capace di divertire anche quando inizia l’off-road. Il manubrio potrebbe essere più alto, ma il cupolino basso qui torna utile: difficile urtarlo con il casco, anche nei passaggi più concitati, dove bisogna spostare il corpo molto in avanti. Ma la vera novità è la distribuzione dei pesi: sulla vecchia F 800 GS il serbatoio, nascosto nel codone, modificava sensibilmente la guida riempito fino all’orlo di benzina. Adesso, messo lì davanti, in posizione classica, rende la F 850 GS più lineare e prevedibile nelle reazioni, anche mentre il livello della benzina scende. Una buona moto da fuoristrada deve avere anche sospensioni che siano capaci di assorbire praticamente tutto, dalle rocce delle Alpi alla sabbia marocchina. E qui, i tecnici sono andati sul classico. Per seguire al meglio il disastrato profilo di mulattiere e strade bianche questa giessina monta la sospensione posteriore semiattiva Dynamic ESA, optional, che modifica in tempo reale l’idraulica del mono. Davanti, la forcella Showa con steli da 43 mm di diametro non è regolabile, ma è ugualmente capace di assorbire con facilità buche e sassi. Almeno finché si viaggia in souplesse. Aumentando il ritmo la forcella mette in luce molle un po’ morbide e un’idraulica non molto frenata, che faticano ad assorbire tutte le sconnessioni se comincio a guidare in modalità “prova speciale”. Ma non mi sento di condannare i tecnici per la scelta di questa taratura: la F 850 GS nasce per fare del turismo-avventura, non per essere spremuta a fondo nella gara di fuoristrada più famosa del mondo. Sui fondi compatti ed omogenei posso osare, anche grazie alla modalità Enduro PRO: la trazione aumenta e posso gestirmi come voglio la frenata, grazie alla possibilità di escludere totalmente l’ABS. Una chicca, questa, che farà la felicità dei fuoristradisti più esperti. Chi invece è alle prime armi può scegliere di mantenere attivo l’ABS solo sulla ruota anteriore: quale che sia la scelta, la risposta dei due dischi anteriori da 305 mm di diametro è pronta, sia sul lento sia sui tratti veloci. Vi farà poi piacere sapere che, come la sorellina, anche la F 850 GS è una campionessa di consumi. Una dote che torna utile sempre, non solo nei grandi viaggi: in media ho fatto i 16 km/l ma, senza pneumatici tassellati e agendo con più gentilezza sul gas è possibile spuntare medie ben superiori, nell’ordine dei 18 km con un litro di benzina. Come vi ho dimostrato, la F 850 GS vi può assicurare un biglietto per il paradiso del fuoristrada-avventura, oltre che divertirvi fra le curve. Con un listino che parte da 12.750 euro chiavi in mano, primo tagliando compreso.

Una tourer “d'alta sartoria”

Se nel mirino ci sono lunghi viaggi, la GS è pronta per essere vestita di tutto punto, anche se parliamo di tecnologia. La lista di accessori ufficiali prevede navigatori, valigie laterali, Keyless Go e perfino un sistema che lubrifica automaticamente la catena di trasmissione. Ma a conquistare l’occhio ci pensa soprattutto la strumentazione: il display TFT  a colori da 6,5 pollici, non solo informa sullo stato di salute della moto, ma consente di accettare chiamate in arrivo e di visualizzare le indicazioni di navigazione. Basta solo collegare lo smartphone via bluetooth e scaricare l’app BMW Motorrad Connected Ride.

Se la 850 per voi è troppo, guardate la prova di Andrea, che ha spremuto la nuova BMW F 750 GS in città. E non dimenticate di iscrivervi al nostro canale Youtube!

Autore: Redazione

Tag: Test , enduro , test


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