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pubblicato il 17 settembre 2018

Limite di velocità: il cartello è… La bibbia

Per la Cassazione, il segnale del limite vale oltre ogni cosa

Limite di velocità: il cartello è… La bibbia

Sentiamo la massima della Cassazione (sentenza 21939/2018): in presenza della segnalazione stradale del limite di velocità, a nulla conta che il motociclista provi come su quel tratto potesse esserci un limite più alto. Ha peso solo il cartello.  

Un esempio 

Per capirci, se la strada è extraurbana principale, il limite generico è di 110 km/h. Ma se il cartello impone i 90 km/h (come deciso dal gestore migliorare la sicurezza stradale), la multa al centauro che va a 100 km/h è lecita. La società o l’ente che gestisce il tratto può infatti avere come obiettivo quello di abbassare le probabilità di incidente, in due modi: mettendo un limite inferiore al normale, e piazzando un autovelox. Alla fine la multa per eccesso di velocità va pagata. E se si superava il limite di oltre 10 km/h, c’è anche il taglio di punti della patente. Non è consentito al motociclista di classificare una strada extraurbana come principale o secondaria al fine dell’individuazione di un diverso e superiore limite massimo di velocità. 

La vicenda

Tutto nasce quando un guidatore propone opposizione avverso verbale di contestazione relativo a violazione per eccesso di velocità: ha transitato nel Comune di Soriano del Cimino (Viterbo, Lazio) alla velocità di 107,35 km/h superando il limite massimo previsto di 90 km/h imposto dal cartello. Il Giudice di pace di Viterbo accoglieva il ricorso. Il Tribunale fa il ribaltone e l’uomo va per Cassazione. Secondo i giudici, gli enti proprietari delle strade hanno facoltà discrezionale di fissare, provvedendo alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e massimi diversi da quelli fissati con carattere generale dall'articolo 142 del Codice della strada. Questa facoltà discrezionale non è sindacabile in sede giurisdizionale.

Quali sanzioni

Solo per i verbali in euro (poi ci sono i provvedimenti sulla patente), ricordiamo le multe per chi corre troppo. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 41 euro. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 169 euro. Oltre 40 km/h ma  non oltre 60 km/h, 532 euro. Oltre 60 km/h, 829 euro.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


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