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pubblicato il 18 settembre 2018

Finta rapina della moto? La condanna è reale

Chi architetta lo scherzo, commette un reato penale

Finta rapina della moto? La condanna è reale

La Cassazione (sentenza 40488/2018) si occupa di un caso particolare: una finta rapina, per scherzo. La questione specifica riguarda un portafogli, ma ovviamente è estendibile a qualsiasi situazione, incluso il finto furto di una moto o di uno scooter.

Battaglia legale

Con la sentenza impugnata la Corte d'Appello di Reggio Calabria, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato, anche agli effetti civili, due persone per il reato di violenza privata aggravata. Cos’hanno fatto? Sotto la minaccia di un'arma, si facevano consegnare da un uomo il portafogli, salvo poi restituirglielo dopo pochi istanti. Lo stesso potrebbe valere per una moto: rapina a mano armata, non così infrequente. Si va in Cassazione, perché gli imputati contestano l’addebito.

Perché sono colpevoli

Secondo la Cassazione, i due hanno causato, in maniera consapevole, una indebita ed effettiva compressione della libertà morale del titolare del portafogli. Trattandosi di reato a dolo generico e a consumazione istantanea, è irrilevante che successivamente gli imputati abbiano restituito spontaneamente il portafogli. Pertanto, se per scherzo viene messa in piedi una rapina a mano armata di una moto o di uno scooter, è reato. Non conta che gli imputati abbiano agito con intento ludico, o con l'intenzione di schernire o umiliare la propria vittima. E se questi si accorge, anche minimamente, che è uno scherzo? Non ha valore: il reato resta.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , curiosità


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