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pubblicato il 27 agosto 2018

Pirateria stradale contro i motociclisti: l'allarme resta alto

Un altro centauro vittima di un pirata della strada nel milanese

Pirateria stradale contro i motociclisti: l'allarme resta alto

Il problema della pirateria stradale è sempre sentitissimo in Italia, e vede spesso gli utenti deboli della strada come vittime: pedoni, ciclisti e motociclisti. Di recente, un peruviano alla guida di un SUV ha colpito in pieno un centauro: a Nerviano (12 chilometri a nord-ovest rispetto a Milano, lungo l'antica strada romana che collegava il capoluogo lombardo con il Verbano), un ragazzo è stato tamponato e sbalzato di sella. Dopodiché, il guidatore è scappato senza prestare aiuto: il classico caso di omissione di soccorso.

Non può non averlo visto

Impossibile che il conducente non abbia visto il motociclista, sebbene fossero le 10 di venerdì sera. Impossibile che non si sia accorto dell’impatto. Il pirata è stato poi rintracciato e denunciato dai Carabinieri di Legnano. La Kia Sorento ha urtato con violenza la enduro guidata da un 15enne: il ragazzo ha riportato lesioni, ma per fortuna è vivo e vegeto. È stato soccorso da un equipaggio della Croce Rossa di Lainate, stabilizzato con tutti i presidi del caso e accompagnato, in codice verde, al pronto soccorso dell’ospedale di Castellanza. Ad allertare le forze dell’ordine e i soccorsi è stato un altro automobilista che si trovava fermo a bordo strada e che ha visto chiaramente il SUV allontanarsi dal luogo dell’incidente.

Tre guai

Il fatto è che non si può sapere con esattezza se il pirata fosse ubriaco o drogato al momento dell’impatto: fra l’incidente e il momento dell’arresto è passato del tempo. In questo lasso temporale, le sostanze alteranti possono essere scomparse. O l’organismo può averle eliminate in parte. Un bel guaio, quello dei pirati acciuffati tardi: forse servirebbe un giro di vite rispetto alla legge che ha introdotto la legge sull’omicidio e le lesioni stradali. Un reato colposo: non l’ha fatto di proposito. La seconda piaga è quelle delle vetture guidate da persone che non ne sono intestatarie: la cosa riguarda chiunque, di qualunque nazionalità. In caso di incidenti complessi, infrazioni rilevate con telecamere o atti di pirateria, diventa più difficile risalire al responsabile. Terza questione: la pirateria, che nel 2017 ha causato ben 118 morti, ossia 3% in più rispetto al 2016. Un trend in costante crescita, che fa peggiorare anche i numeri della sicurezza stradale in generale: l’anno scorso, 174.933 incidenti con lesioni a persone in Italia, con 3.378 vittime (addirittura 100 in più sull’anno prima).

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti


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