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pubblicato il 6 settembre 2018

Cittadino piazza un falso autovelox? Motociclista muore: omicidio stradale

Un residente, esasperato per l’alta velocità dei veicoli, avrebbe fatto da solo

Cittadino piazza un falso autovelox? Motociclista muore: omicidio stradale

La storia la racconta Michele Mavino di PoliziaMunicipale.it: ad Auronzo di Cadore, nel Bellunese (Veneto), un residente, esasperato dalla velocità sostenuta dei veicoli in transito, avrebbe installato un falso box per autovelox, simile a quelli distribuiti come deterrente da molti Comuni italiani. Parliamo di quelli blu o arancione, che fanno da dissuasori. Sono noti come Velobox o SpeedCheck. Ecco la conseguenza.

Chi va in moto è un utente debole

Non c’era il benché minimo cartello di preavviso: il cittadino ha messo in piedi solo il box con l’autovelox, non ha costruito anche il segnale con la scritta “Controllo elettronico di velocità”. E così un automobilista, che andava troppo forte, alla vista del box autovelox fasullo, pensando fosse vero, ha frenato di colpo. La classica inchiodata. Innescando un tamponamento a catena, in cui un motociclista ha avuto la peggio rimettendoci la vita. Questa almeno la prima ricostruzione della dinamica del sinistro, su cui le autorità indagano. Come spesso accade in questi casi, visto che i centauri sono utenti deboli della strada, e pagano anche le imprudenze altrui.

Quale effetto per il residente

Il finto autovelox è sparito immediatamente e solo la dashcam (la telecamera sul parabrezza) di un veicolo e qualche testimone lo pongono sulla scena del sinistro. Resta però il fatto che è stato aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio stradale. Che è comunque colposo, per imprudenza, imperizia: chi ha messo il box autovelox farlocco non ha ucciso di proposito, e quindi non è omicidio doloso.

Una riflessione

Allucinante, se verrà confermata, l’iniziativa del residente. Al di là di questo, ricorda Mavino, “spesso vi è eccessiva leggerezza nelle installazioni a bordo strada. Si vedono ancora paletti, ‘panettoni’, oggetti fai da te sistemati dai privati per scoraggiare la sosta di fronte alle abitazioni, ovviamente non autorizzati, e vale la pena di considerare le conseguenze gravissime a cui si va incontro in caso di sinistri”. Inoltre, c’è un uso disinvolto che viene fatto dei box dissuasori da alcune amministrazioni”. Cosa ne pensa il ministero dei Trasporti? La loro installazione è legittima, purché al loro interno vi sia posizionato, anche saltuariamente, un misuratore di velocità: una programmazione dei controlli che preveda una reale rotazione dello strumento appare l’unica modalità per evitare problemi. Senza parlare di iniziative estemporanee di moda qualche tempo fa in alcuni piccoli centri in cui i sindaci, a corto di personale, facevano ruotare a bordo strada delle sagome con la foto di vigili con tanto di paletta in mano: roba da Quarto Mondo in fatto di sicurezza stradale.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti , autovelox


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