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pubblicato il 19 agosto 2018

Motociclista ubriaco e drogato uccide due pedoni: la piaga della prevenzione

Un gravissimo incidente porta alla luce le lacune in fatto di sicurezza stradale

Motociclista ubriaco e drogato uccide due pedoni: la piaga della prevenzione

Episodio di enorme gravità a Brescia: un motociclista, ubriaco e drogato, ha investito e ucciso due pedoni che stavano attraversando sulle strisce, a Brescia. È accaduto in via Lamarmora, nel tardo pomeriggio del giorno di Ferragosto. Ferito anche il motociclista che è poi risultato positivo ai test di alcol e droga: gli inquirenti parlano addirittura di "valori elevati”.

Un problema nazionale

Il sinistro ripropone il problema dei controlli per fare prevenzione. Purtroppo, come è sotto gli occhi di tutti, le verifiche su strada sono pochissime: le Forze dell’ordine non hanno abbastanza mezzi e strumenti. E non si sa neppure da che parte iniziare a fare sicurezza, dal momento che dal 2010 l’Istat non fornisce i dati sugli incidenti dovuti all’alcol: mancano i referti per fare statistiche. Un controllo su strada, con alcoltest iniziale ed etilometro legale, richiede strumenti precisi e con risultati inconfutabili; ma ci sono forti ritardi al ministero dei Trasporti (che ci si trascina da anni) per tarare gli etilometri. 

Drogatest, è caos

Peggiore la situazione in fatto di drogatest: pochissimi strumenti. E per il Codice della Strada, non è sufficiente dimostrare che il guidatore fosse drogato. È necessario provare che fosse sotto l’effetto di stupefacenti al momento del sinistro: ossia che l’assunzione della droga è avvenuta poco prima dell’impatto. Oltretutto, l’operazione su strada richiede agenti, tecnologie, camper e quant’altro. Meglio anche se prove di laboratorio. Ma le Forze dell’ordine sono poche e scarsamente attrezzate. Senza contare le infinite perdite di tempo quando il guidatore non presta il consenso alle analisi: occorre l’accompagnamento coatto in strutture ospedaliere adatte. Nel frattempo, detto per inciso, può essere che l’organismo del conducente smaltisca parte delle sostanze, o perfino tutte.

Telecamere: non bastano

È che in Italia ormai è sempre più diffusa la moda di fare prevenzione solo con le telecamere: autovelox, nuovi Tutor, varchi elettronici alle ZTL e nelle preferenziali. In realtà, gli occhi del Grande Fratello si rivelano inefficaci se non c’è anche una verifica delle Forze dell’ordine sul campo, dotate degli strumenti adatti. Basti dire che, nel 2017, sono salite le vittime sull’asfalto: 3.378, ossia il 2,9% in più del 2016. Mentre i costi sociali sono stimati in 19,3 miliardi di euro, cioè l’1,1% del PIL nazionale.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti


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