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pubblicato il 23 luglio 2018

WDW 2018: il record dei record!

E' stata l'edizione più affollata di sempre. Ecco com'è andata tra piloti, Frecce Tricolori e passione-desmo!

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Come ormai succede dal 1998, ogni due anni il Misano World Circuit si tinge di rosso per World Ducati Week: una vera e propria chiamata alle armi per migliaia di ducatisti da tutto il mondo, che arrivano sulla RIviera per dimostrare tutto il loro amore per le moto di Borgo Panigale. Una chiamata che ha trovato quasi 92.000 presenze nei tre giorni di WDW 2018, “il più partecipato di sempre” per stessa ammissione di Claudio Domenicali, AD Ducati, e che ci ha fatto vivere in prima persona l’amore desmodromico.

Tanti auguri, Monster!

La decima edizione del WDW ha una coincidenza particolare: il venticinquesimo anniversario del Monster Ducati. E per celebrare al meglio l’anniversario non potevamo farci sfuggire l’occasione di prendere in prestito un Monster 821 direttamente dagli stabilimenti di Borgo Panigale. La gentile concessione di Ducati ha reso il viaggio, iniziato su un treno, molto più divertente. Arriviamo nel Misano World Circuit appena in tempo per ammirare la sfida dei piloti protagonisti del weekend nella polvere della Flat Track Race, a bordo delle Scrambler Ducati. A vincere è Andrea Dovizioso, già detentore del titolo 2016, che si conferma un vero asso nel mettere la moto “di traverso”, e che diverte a fine gara con una serie di numeri da stuntman. C’è tanto da fare e tanto da vedere, ma presto le moto iniziano a serrare le fila per la parata che li porterà verso Rimini, teatro dello Scrambler Beach Party: una festa nella festa, dove capita di vedere Carlos Checa spillare birra, Marco Melandri rubare il cibo dai piatti dei fan che chiedono selfie e autografi, e Claudio Domenicali assicurarsi che dalla cucina la “rustida” arrivi a tutti.

Race of Champions

Archiviato il venerdì di festa, il sabato è il giorno “ufficiale” del WDW, con tanti una serie di incontri per pubblico e stampa che anticipano l’evento principale di questa edizione: Race of Champions. Una gara tra i piloti dei team Ducati di  World Superbike e MotoGP con un ospite d’eccezione come Troy Bayliss. Gara o esibizione, poco importa per i protagonisti, che in sella a 12 Ducati Panigale V4 S si sono sfidati senza troppi complimenti per 6 giri di pista, prima che la pioggia fermasse lo show. A vincere è stato un underdog come direbbero gli inglesi, ma neanche troppo: Michele Pirro, collaudatore del reparto Ducati Corse e Wild Card dei circuiti italiani di MotoGp  e WSBK. Fuori dal circuito ben presto la festa è tornata ad essere protagonista:nella Land of Joy di Scrambler Ducati, con tanto di campo da bakset, Dj set e concerti, ombrelloni e lettini e un protagonista indiscusso: il “Muro della Morte”, il grande cilindro di legno su cui le Scrambler hanno sfidato la forza di gravità, negli stand dei partner, e tra i tavoli dei vari Desmo Owner Club arrivati da 72 paesi diversi.

Ritorno bagnato, ritorno fortunato

L’ultimo giorno ha visto come protagonista il maltempo. Per chi scrive il ritorno a Borgo Panigale, casa della Monster che ci ha accompagnato durante questo WDW, è stato una piccola odissea fatta di tante soste autostradali per evitare la grandine e la pioggia battente almeno per qualche minuto. Non c’è occasione migliore di un angolo di autogrill, o di un’area sosta sotto un cavalcavia per conoscere altri motociclisti, e tornando dal World Ducati Week i “non-ducatisti” si contavano sulle dita di una mano. Destinazioni molto diverse le loro: Olanda, Germania, Svizzera, ma anche Genova, Milano, Torino. Tutti uniti dalla gratitudine verso un oggetto, quel motore desmodromico che li fa sentire speciali.

Autore: Luca Sabatini

Tag: Eventi , world ducati week


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