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pubblicato il 17 giugno 2018

Tempi di guida dei TIR, l’Unione Europea li allunga

Decisione imbarazzante dell’UE: meno soste e più ore al volante per i camionisti

Tempi di guida dei TIR, l’Unione Europea li allunga

Per chi va in moto non è piacevole avere a che fare con un TIR guidato da un conducente stanco, assonnato, stressato: basta un nonnulla, e al minimo contatto il centauro vola via. Il problema esiste ovviamente per qualsiasi altro utente della strada. E allora ci si aspetta che l’Unione Europea prenda le contromisure adatte. D’altronde, l’UE da anni si riempie la bocca di annunci che riguardano la sicurezza stradale, il dimezzamento dei morti sull’asfalto come obiettivo dei Paesi comunitari, l’introduzione di dispositivi elettronici per la prevenzione degli incidenti. E invece? 

Questione di capitale importanza

Come riporta il corriere.it, l’UE sta discutendo di un problema gravissimo: i tempi di guida e di riposo dei conducenti di TIR. La Commissione del Parlamento Europeo ha votato nell’ambito del cosiddetto “mobility package” un provvedimento bizzarro: meno soste, più ore al volante dei TIR. Il fatto è che, se ci sono incidenti da colpo di sonno o da stanchezza che coinvolgono i mezzi pesanti, è anche perché i tempi di guida sono troppo lunghi e quelli di riposo troppo corti. Infatti, i sindacati dei trasporti che tutelano il lavoro (difficilissimo) dei camionisti attaccano: “Provvedimento indegno, contro i valori su cui si è fondata l’Europa”.

Decisione molto discutibile

“Se il voto della commissione venisse confermato - dice Maurizio Diamante, segretario nazionale della Fit-Cisl - il risultato sarà che tutti gli autisti staranno al volante per più ore. E in più quando lavorano fuori dal proprio Paese, come capita sempre più spesso, con la riduzione delle soste finirebbero per vivere per settimane sul loro camion. Strasburgo sceglie di peggiorare le condizioni di lavoro e aiutare il dumping sociale e non va bene”.

Cosa c’è sotto

Difficile capire le dinamiche che stanno portando a questa assurda decisione. Comunque, il sospetto è che le lobby dei Paesi dell’Est (Bulgaria, Romania e Polonia) abbiano gioco facile: sono potenti e ben infiltrate. Chiedono misure estreme. Con la scusa della liberalizzazione. Chi si attendeva controlli stringenti dei tempi di guida e di riposo grazie alla tecnologia, per la sicurezza stradale in Europa (specie d’estate) rimarrà deluso. Stranezze di questa Unione Europea, che sbandiera ai quattro venti l’esigenza di ridurre gli incidenti, per poi dare la stura a queste normative così opache.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada


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