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pubblicato il 13 giugno 2018

Omicidio stradale: la questione patente davanti alla Corte Costituzionale

La legge punisce anche per una (imperdonabile) distrazione in moto

Omicidio stradale: la questione patente davanti alla Corte Costituzionale

La legge sull’omicidio e sulle lesioni stradali nasce nel marzo 2016 con un obiettivo preciso: colpire, più severamente di prima, chi causa incidenti sotto l’effetto di alcol o droga, e chi scappa dopo aver provocato un sinistro. È una lotta a ubriachi, drogati e pirati della strada, che spesso uccidono o feriscono gli utenti deboli come i motociclisti, i ciclisti, i pedoni. Tuttavia, la stessa legge ha introdotto un’altra norma: viene punita una qualsiasi (imperdonabile) distrazione. Se in moto il guidatore si distrae e causa un incidente con lesioni fisiche oltre i 40 giorni, scattano le lesioni stradali: anche se il motociclista è virtuoso (niente droga né alcol e niente omissione di soccorso), la patente è revocata per 5 anni. Su questo, il Tribunale di Forlì ha voluto vederci chiaro.

Davanti alla Corte Costituzionale

Come riporta l’Asaps (Amici Polstrada), i giudici forlivesi sollevano il dubbio: “Il legislatore, giungendo ad applicare la medesima sanzione accessoria a condotte di offensività e grado di colpa di livello diverso, ha disatteso i criteri di ragionevolezza e di proporzione”. A una condanna per lesioni stradali gravi consegue la revoca della patente di guida per 5 anni, “ossia la stessa applicata nelle ipotesi aggravate del medesimo articolo e nel caso di omicidio stradale, per il quale può essere comminata la reclusione fino a 18 anni”.

C’è sproporzione

L'Asaps aveva sollevato il problema già durante l'iter di approvazione della legge: sarebbe bastato –utilizzare la formula “sospensione fino a 5 anni” piuttosto che la previsione secca di “revoca per 5 anni” che non lascia alcun margine di discrezionalità al giudice. Con enormi disagi per il guidatore coinvolto, e con possibili ripercussioni gravissime anche a livello professionale: c’è chi senza patente perde anche il lavoro. Di questi tempi, visto il livello di disoccupazione in Italia, un dramma. Ma perché all’epoca il Governo Renzi non fece neppure un passettino indietro? Sulla legge dell’omicidio stradale era in ballo l’esistenza stessa dell’Esecutivo: si votava per la fiducia. È così che la politica fa sicurezza stradale?

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti , patente


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