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pubblicato il 4 giugno 2018

MotoGP, i paradossi del Mugello

Alcune considerazioni all'indomani del Gp d'Italia che ha visto Jorge Lorenzo imporsi su Dovizioso e Rossi

MotoGP, i paradossi del Mugello

Niente da fare, è troppo tardi. O almeno per ora sembra così. Lorenzo si è tolto a quanto pare una soddisfazione enorme andando a vincere con la Ducati e dimostrando a modo suo che le indicazioni che ha sempre dato al team di Borgo Panigale non erano infondate.

Pare infatti che in questo weekend il nuovo serbatoio – che gli consente di guidare molto più comodo – abbia completato il pacchetto di richieste (ascoltate solo parzialmente nei primi mesi, secondo quanto dichiarato dal diretto interessato) che il majorchino avrebbe fatto a Dall'Igna nel corso di questo anno e mezzo. Ma non è bastato. La sua decisione è già stata presa: correrà con un'altra moto dal prossimo anno, di cui svelerà il nome solo tra una settimana (ma dovrebbe essere una Yamaha). Insomma, ora che avrebbe trovato la moto che gli piace, va via. Ecco il primo paradosso.

Su questo apro una parentesi e faccio due considerazioni: la prima è che non è da escludere del tutto una eventuale riapertura tra le parti (Ducati e Lorenzo), anche se Jorge è apparso abbastanza convinto; secondo, se è vero come se è vero che ieri il majorchino ha dato l'impressione di guidare (finalmente) come non aveva mai fatto prima d'ora non è scontato pensare che possa continuare a farlo su tutti i circuiti, soprattutto se si considera che il Mugello è una pista familiare per la Ducati (il Dovi ha sbagliato la gomma, per dire). In quest'ultimo caso la risposta arriverà nei prossimi GP.

Gli altri due paradossi della giornata sono a mio parere molto meno marcati ma comunque significativi. Il primo riguarda la Yamaha. Che pur continuando ad essere in evidente difficoltà – menomale che Valentino Rossi con il suo smisurato talento riesce sempre a metterci una pezza –, si ritrova con due moto in classifica piloti che inseguono il capolista Marquez.

L'altro riguarda proprio quest'ultimo. Nella giornata in cui dichiara di voler fare una gara intelligente senza rischiare troppo, cercando di prendere punti, finisce rovinosamente a terra senza nemmeno riuscire a fare quella manovra col gomito che gli consente molto spesso di recuperare l'irrecuperabile. La notizia "positiva" è che almeno abbiamo avuto la conferma che Marc è umano.

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , motogp


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