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pubblicato il 30 maggio 2018

Tutor spenti, ecco le possibili telecamere in autostrada

Il Grande Fratello stradale cambia volto

Tutor spenti, ecco le possibili telecamere in autostrada

Chi ha la pessima abitudine di correre troppo in moto sulle autostrade, ha un nemico in meno: il Tutor. Il sistema (gestito dalla Polstrada) che rileva la velocità media dei veicoli è stato spento. È l'ennesima puntata di una storia infinita: una controversia fra una piccola azienda toscana e Autostrade per l’Italia sul brevetto.

Quale futuro

Nel comunicato congiunto Polstrada-Autostrade per l’Italia, si parla dell’attivazione in via sperimentale di un sistema derivato dal Tutor. Ma la partita non è finita: potrebbero esserci altri contenziosi, lunghi anni, anche in Cassazione. La questione del brevetto del Tutor è tremendamente complicata e delicata. 

Autovelox classici?

Chissà, forse il Tutor spento verrà rimpiazzato dagli autovelox classici, fissi. Che però, evidenzia il Sole 24 Ore, sono molto meno efficienti: il guidatore imprudente frena in prossimità della telecamera, e il gioco è fatto, niente multa. E poi i gestori di strade e autostrade devono seguire le normative rigide (giustamente) che riguardano la segnaletica, la distanza fra cartello e autovelox, le dimensioni e il tipo del “rettangolo” da piazzare. In quanto agli autovelox mobili, occorre mobilitare la Polstrada: ci sono pattuglie a sufficienza? La Stradale fa quel che può, con i mezzi a disposizione. Il Tutor la liberava dall’onere del controllo della velocità, perché si dedicasse ad altri compiti, come l’intervento in caso di incidente. In alternativa, esistono Scout e Provida, sorta di pistole laser. Comunque sia, tutto meno comodo e pratico del Tutor.

Asaps preoccupata

Intanto, l’Asaps (Associazione Amici Polstrada) esprime preoccupazione. “Ci interessa poco il meccanismo del contenzioso”. Ovviamente, sono i giudici a definire la questione. “Ci interessano invece, e molto, le conseguenze che si potranno avere in termini di sicurezza con questo congelamento dell’uso del Tutor sulla rete autostradale. La pronuncia della Cassazione chiarisce che i sistemi di controllo della velocità sono responsabilità delle istituzioni, non dei concessionari”. Insomma, deve pensarci lo Stato, non le aziende private. “Questo vuol dire che Autostrade per l’Italia ha fatto finora ben più del dovuto sul tema sicurezza, investendo risorse proprie per abbattere la mortalità e salvare 300 vite umane l'anno”. Senza Tutor, gli incidenti potrebbero salire. Vedremo.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , autovelox


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