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pubblicato il 18 maggio 2018

Bosch e i nuovi sistemi di sicurezza per le moto del futuro: il nostro test

Il nuovo pacchetto di sistemi tecnologici sarà disponibile sulle Ducati e le KTM a partire dal 2020

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No, non preoccupatevi, di guida autonoma sulle due ruote non se ne parla proprio. E non avrebbe senso farlo. Una moto che guida da sola si priverebbe del suo ingrediente più importante: il divertimento. Ma sul fronte sicurezza, sì, si può ancora fare tanto. Ne è consapevole Bosch, che da sempre è molto attenta al tema – come dimostrano i già noti ABS, ABS Cornering, Motorcycle Stability Control – e sta continuando a studiare e progettare nuovi sistemi tecnologici capaci di migliorare il comfort e la sicurezza in sella. L'obiettivo è molto chiaro: azzerare gli incidenti mortali per i motociclisti nel traffico stradale (il rischio di perdere la vita in un incidente è fino a 20 volte superiore rispetto a quello degli automobilisti).

Come? Implementando a breve termine un nuovo pacchetto di sicurezza (di derivazione automotive), che include l’Adaptive Cruise Control, il Forward collision warning e il Blind spot detection. Questi sistemi arriveranno (per ora) sulle Ducati e le KTM a partire dal 2020, e potrebbero – secondo le stime di Bosch – impedire un incidente motociclistico su sette. La tecnologia su cui si fondano combina sensori radar, impianto frenante, gestione del motore e HMI. Presso il centro di Renningen abbiamo avuto modo di testare tale pacchetto tecnologico in anteprima, scoprendone il funzionamento e i vantaggi assicurati.

Adaptive Cruise Control, il Forward collision warning e il Blind-spot detection: ecco come funzionano

Il Cruise Control Adattivo è un sistema già molto noto agli automobilisti. Consente a ciascun motociclista di viaggiare in gran comfort in autostrada seguendo il veicolo che precede e mantenendo costantemente la distanza di sicurezza più idonea (più avanti si probabilmente si potrà anche impostare la distanza preferita, come accade sulle auto). Il funzionamento di tale sistema è estremamente efficiente e non è mai troppo invasivo. La moto decelera dolcemente e solo se necessario forza la frenata. Funziona perfettamente anche in curva e consente alla moto di decelerare mantenendo la giusta linea, potendo contare anche sui sistemi di controllo della stabilità e di ABS Cornering.

Funziona proprio come sulle auto anche il Blind spot detection, che avvisa il guidatore che si sta accingendo a cambiare corsia della presenza di un eventuale veicolo nell'angolo cieco con un segnale visivo; il classico pallino giallo sullo specchietto retrovisore, per intenderci. Forse vi potrà sembrare una piccola cosa, ma se la vostra auto è dotata di questo dispositivo, saprete benissimo quante volte vi ha salvato da una potenziale collisione, che in moto assume tutte altre proporzioni ovviamente. Discorso simile per il Forward collision warning, che grazie ad un tipo di avviso sonoro o visivo avverte il motociclista di una eventuale condizione di pericolo con lo scopo di ridurre il rischio di tamponamento.

È sempre attivo, a tutte le velocità. In particolare, sul prototipo che ho guidato, in caso di potenziale incidente (simulato in sicurezza ovviamente) agiva attraverso un segnale di pericolo sul grosso display della strumentazione. Che funziona bene se sono alla guida di una "speciale" KTM 1290 Adventure, ma potrebbe rivelarsi poco utile su una naked dove la posizione del display è decisamente meno a "portata d'occhio". Difatti in Bosch si studiano soluzioni che possano rendere più efficiente tale tipo di sistema su tutti i modelli di moto.

Chiamata d'emergenza e sistema che riduce il rischio di slittamento laterale

Infine, tra le tante soluzioni pensate per migliorare il livello di sicurezza dei motociclisti, Bosch ha sviluppato un sistema di chiamata d'emergenza, capace di rilevare l'incidente e contattare automaticamente i soccorsi inviando la posizione esatta tramite GPS, e sta mettendo a punto un dispositivo in grado di ridurre il rischio di caduta in caso di slittamento laterale delle ruote (soprattutto quella anteriore) causato da olio sull'asfalto, ghiaia, foglie bagnate e simili.

Come? Attraverso un sensore che rileva lo slittamento laterale della ruota e all'occorrenza attiva un accumulatore di gas (come quello degli airbag): il gas sprigionato lateralmente con "estrema violenza" (una sorta di esplosione) genera una spinta contraria in grado di mantenere stabile la moto.

Insomma, a noi motociclisti piace divertirci e talvolta macinare km (quelli poi son gusti). E se, come è ormai certo, in futuro potremo farlo rischiando sempre meno, c'è solo da esserne felici.

Autore: Francesco Irace

Tag: Test , test , sicurezza


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