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pubblicato il 5 maggio 2018

Dazi Usa-EU: i veri sconfitti potrebbero essere i motociclisti

La guerra commerciale dichiarata da Trump per difendere il manifatturiero a stelle e strisce avrà il suo epilogo il 1 giugno, data cruciale per il settore motociclistico mondiale

Dazi Usa-EU: i veri sconfitti potrebbero essere i motociclisti

Sarebbero dovuti scattare all’alba del 1 maggio scorso gli aumenti sull’acciaio e l’alluminio europeo diretti verso gli Stati Uniti, ma per ora le cifre rimangono invariate e il termine è stato rinviato di 30 giorni. Quello che non cambia però è il rischio di una guerra commerciale che potrebbe scaturire tra Europa e USA, se la politica protezionistica di Trump dovesse intaccare i rapporti commerciali con il Vecchio Continente.

La reazione europea

All’annuncio dei dazi all’importazione infatti, che toccherebbe il 25% di rincaro per l’acciaio e il 10% per l’alluminio, l’Europa ha risposto con una velata promessa di ritorsione su tutto ciò che di Made in USA travalica l’Atlantico. Una manovra simile comporterebbe un inasprimento commerciale che danneggerebbe soprattutto i costruttori moto europei, forti dei 620 milioni di euro fatturati negli Stati Uniti, pari al 30% della produzione annua. Gli Usa sono infatti il principale mercato export di tutte le case motociclistiche d'Europa, e dall’Acem, l’Associazione Europea dei Costruttori Moto, il consiglio di tenere fuori le moto dalle ipotetiche rivalse era partito già prima del rinvio dei termini. “L’Europa è uno dei mercati chiave degli esportatori Usa e all’incirca il 30% di esportazioni europee del settore sono dirette verso l’America. Questo conflitto danneggerebbe entrambe le parti. Nessuno ne uscirà vincitore” aveva dichiarato Stefan Pierer, Ceo di KTM e Presidente Acem. Gli aveva fatto eco Antonio Perlot, Segretario Generale Acem, che aveva commentato la situazione in modo diretto:“Incoraggiamo la Commissione a cooperare con Washington per raggiungere una soluzione negoziata sui dazi su acciaio e alluminio per attenuare questo conflitto. L’industria moto non deve essere coinvolta”.

I marchi a Stelle e Strisce

Anche due delle case americane più popolari in Europa, come Harley-Davidson e Indian Motorcycles, hanno espresso preoccupazione per la situazione attraverso i loro dirigenti europei. Grant Bester, General Manger europeo di Polaris, marchio che possiede Indian, ha manifestato “preoccupazione per la possibilità che l’ipotesi dei dazi diventi realtà. L’unica beneficiaria – ha aggiunto Bester- sarebbe l’industria del metallo, a discapito di tutti gli altri settori che esportano in Europa. L’impatto sarebbe negativo sui consumatori”. Anche Micheal Pflughoeft, portavoce Harley-Davidson in Europa non usa mezzi termini: “Il nostro obiettivo è dare ai clienti la possibilità di realizzare i loro sogni di libertà in tutto il mondo, per questo siamo a favore di un commercio libero ed equo. I dazi provocherebbero aumenti dei cosi e ritorsioni puntive avrebbero un impatto significativo”. Dall'epilogo della questione molto probabilmente dipenderanno i prezzi delle moto sulle due sponde dell’Atlantico per i prossimi anni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , cruiser , custom


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