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pubblicato il 7 maggio 2018

Suzuki Day, c'eravamo anche noi

Abbiamo guidato in circuito Suzuki GSX-R1000R, GSX-S1000 e GSX-S750

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Il 28 aprile scorso, presso il Cremona Circuit “Angelo Bergamonti” di San Martino del Lago, si è tenuto l’appuntamento annuale con il Suzuki Day. Un sabato primaverile di festa all’insegna delle 2 ruote, in cui gli appassionati della casa di Hamamatsu hanno potuto assistere ad emozionanti esibizioni dello stuntman Aras Gibiesa e si sono potuti cimentare in varie prove, demo ride esterni alla pista o prove in pista e nel kartodromo. Il tutto condito dall’opportunità di conoscere da vicino e di farsi firmare autografi dal pilota di MotoGP Andrea Iannone e dalla leggenda del motociclismo Kevin Schwantz.

Una festa da 3000 persone

Sono stati effettuati oltre 130 demo ride, con il pubblico che ha avuto la possibilità di testare diversi modelli della gamma Suzuki, tra cui la GSX-S750 Yugen, le GSX-S1000 e GSX-S1000F, la nuova SV650X-Term, ma anche le V-Strom 650 XT e 1000 XT e lo scooter Burgman 400. Tra i cordoli del Kartodromo di San Martino del Lago era possibile cimentarsi con le moto più piccole della gamma: GSX-R125GSX-S125GSX250RV-Strom 250 o Burgman 400. I più esperti hanno avuto invece l’opportunità di guidare sul circuito maggiore la supersportiva GSX-R 1000R seguendo l’apripista Suzuki, per un totale di oltre 100 test effettuati tra pista e kartodromo. La pista è rimasta aperta sia al mattino che al pomeriggio anche per i turni riservati a tutti i possessori di moto Suzuki stradali, con un costo ottimizzato di 100 euro per 4 turni.

In pista con la GSX-R1000R

Durante la giornata la stampa ha avuto accesso a diversi turni in pista, dove abbiamo avuto l’occasione di rimettere alla prova vari modelli della gamma Suzuki su un circuito piuttosto tecnico. Partenza con la GSX-R 1000R, con cui abbiamo effettuato 3 turni, provando anche l’emozione speciale di guidare lo stesso esemplare che era stato poco prima utilizzato dal mitico Kevin Schwantz per la sua esibizione. La Gixxerona 1000 rappresenta la massima espressione tecnologica espressa da una moto stradale made in Hamamatsu, dotata di un motore capace di 202 cv, di telaio, sospensioni e freni al top e di un’elettronica che a partire dal 2017 ha fatto un salto in avanti importante. Alla resa dei conti, la GSX-R 1000R impressiona per il suo equilibrio e le sua leggerezza, per la funzionalità del suo cambio elettro-assistito, per la sua resa dinamica irreprensibile coadiuvata da controlli elettronici che aiutano senza risultare mai invasivi, permettendo di divertirsi, andando forte con una facilità inaudita in relazione alle prestazioni. In fondo al rettilineo del Cremona Circuit abbiamo letto velocità superiori ai 270 km/h.

In sella alle GSX-S 1000

Abbiamo poi effettuato un turno a testa con la GSX-S 1000 e GSX-S 1000F, che offrono prestazioni ed un comportamento dinamico simile tra loro e sempre molto appagante, specie in un circuito tecnico come quello di Cremona. Il motore, forte di 150 cv, spinge forte fin dai bassi regimi e permette di non perdere molto terreno neanche nei confronti delle supersportive presenti in pista. La ciclistica è assolutamente solida, con solo qualche limite nella luce a terra durante le pieghe più estreme. La presenza del manubrio alto e largo offre un braccio di leva molto più favorevole rispetto alle moto dotate di semimanubri, permettendo ingressi di curva e cambi di direzione fulminei, così che nei tratti più guidati del circuito si riusciva a guadagnare terreno anche rispetto alle supersportive più estreme. La differenza principale tra le due versioni è data ovviamente dalla totale assenza di riparo aerodinamico offerto dalla naked, che sul rettilineo principale limitava le punte massime a velocità comunque prossime a 230 km/h, con i muscoli del collo che soffrivano, mentre con la versione semi carenata si sfioravano i 250 km/h senza grossi problemi.

Si chiude in bellezza con la GSX-S 750

L’ultimo turno lo abbiamo effettuato con la GSX-S 750, una moto che conosciamo bene e che ci ha sempre colpito per il mix di prestazioni e guidabilità che riesce ad offrire. Quando uscì la prima versione, la categoria delle medie naked sportive era composta principalmente da modelli di 600 centimetri cubici, ed il suo motore derivato dalla Gixxer 750 la faceva risultare una superdotata. Oggi questo segmento si è evoluto, con una corsa alla crescita di cilindrata che ha portato per esempio Kawasaki sino a quota 900 cc, ponendo così la naked Suzuki in una posizione di svantaggio rispetto ad alcune rivali. Nonostante ciò, rimane un modello estremamente apprezzabile, con il suo comportamento dinamico ineccepibile, un motore un po’ appuntito ma proprio per questo appagante, il tutto offerto ad un prezzo competitivo. Anche se l’abbiamo provata dopo le sorellone più potenti, la GSX-S 750 non ha affatto sfigurato tra i cordoli del circuito intitolato ad Angelo Bergamonti, dove ci ha fatto godere per la sua agilità, la facilità di guida, l’appagante sound di aspirazione tipico dei modelli sportivi Suzuki ed il suo motore assetato di giri, che in rettilineo consentiva di leggere oltre 225 km/h di strumento.

Autore: Alberto Comparato

Tag: Eventi , pista


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