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Attualità e Mercato

pubblicato il 28 marzo 2018

Multe da autovelox entro 90 giorni, vincono i motociclisti

I multati hanno diritto a ricevere le multe entro tre mesi dall’infrazione

Multe da autovelox entro 90 giorni, vincono i motociclisti

Tutto nasce da una violazione che era stata registrata dal sistema di rilevamento automatico in data 25 maggio 2014 a Milano: un autovelox aveva beccato un utente correre troppo veloce. Spesso, sono i motociclisti i destinatari delle multe. Il verbale di accertamento è stato notificato in data 1 dicembre 2014. Cioè 180 giorni dopo. In primo grado, il Giudice di Pace ritiene nulla la multa: devono trascorrere massimo 90 giorni fra infrazione e notifica della multa a casa in base all’articolo 201 del Codice della Strada. In secondo grado, il Tribunale dà ancora ragione al multato. Il Comune di Milano, dopo due sconfitte, fa ricorso per Cassazione.

Parola al Comune di Milano

Nel caso di rilevamento automatico dell'infrazione, l'accertamento dell'illecito avviene necessariamente in un momento successivo e richiede un'attività istruttoria complessa: lo dice Palazzo Marino in Cassazione. Serve l’esame dei fotogrammi per riscontrare il nesso tra il veicolo di cui è stato registrato il transito e la proprietà dello stesso. Pertanto, il momento dal quale decorre il termine per la notifica del verbale non può che coincidere con quello dell'effettivo accertamento dell'infrazione, che nel caso in esame avvenuto entro il termine di 90 giorni. Codice della Strada rispettato in pieno, per il Comune. In ogni caso, doveva ritenersi congruo il termine intercorso (180 giorni) tra il rilevamento automatico dell'infrazione e la notifica del verbale di accertamento, in quanto proporzionato alla quantità di violazioni commesse nei luoghi nei quali il Comune ha predisposto il sistema di rilevamento automatico della velocità dei veicoli in transito.

Parola alla Cassazione

No, secondo la Cassazione (sentenza 7066/2018), devono passare massimo 90 giorni fra infrazione e multa a casa. Va tenuto conto della evoluzione dei sistemi di rilevamento dei dati utilizzabili ai fini della identificazione del trasgressore e del luogo utile per la notifica: il legislatore del 2010 ha ridotto il termine da 150 a 90 giorni, così attuando un ragionevole bilanciamento tra opposte esigenze di rango costituzionale, e la giurisprudenza sull’articolo 201 del Codice della Strada. Al di là di quanto dicono Comune e Cassazione, questa è una sconfitta pesantissima per Palazzo Marino in termini di mobilità e anche di sicurezza stradale. Se l'utente riceve entro 90 giorni la multa, magari nei 90 giorni successivi non commette un'altra infrazione: in teoria dovrebbe essere questo l'obiettivo di un autovelox, ossia prevenire sinistri inducendo a comportamenti prudenti i motociclisti e gli automobilisti. Se allunghi il termine a 180 giorni, fai meno sicurezza stradale. In compenso, i quattrini ti arrivano nelle casse comunque...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato


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