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Test

pubblicato il 26 marzo 2018

Honda CB1000R 2018 - TEST

La maxi naked dell'Ala è cresciuta, sia dal punto di vista del design sia nelle prestazioni

Honda CB1000R 2018 - TEST
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In principio è stata la concept Neo Sports Café. Colei che ha dato i natali alla Honda CB1000R 2018: una moto che taglia i ponti sia con il passato recente della Casa dell'Ala, sia con la filosofia che vuole le maxi naked orientate solo ed esclusivamente alla sportività, in particolar modo nel look. Ecco le prime impressioni dopo il test in Spagna.

Com'è

Come primo impatto la Honda CB1000R 2018 appare, rude, ribelle e retrò. Riprende una Cafè Racer moderna ma non lo è,  il suo faro rotondo (ora full Led) ricorda la sua sorellina Hornet, ma in meglio e con più "generosità". Una Honda che inaugura un nuovo corso. Ad esempio, il portatarga sospeso, fissato al monobraccio, è una prima assoluta per una moto dell'Ala. Ma c'è anche una cura costruttiva mai vista finora su una maxi naked jap. Per farvi un'idea, bastino il numero delle componenti in plastica presenti sulla moto: sei, di cui una è il parafango anteriore. Tutto il resto è metallo, come il serbatoio senza saldature, alluminio brunito (convogliatori del radiatore e fianchetti) e lavorazioni a macchina su carter motore, testata e mozzo posteriore. Le luci a LED hanno un motivo tondeggiante e contribuiscono ad impreziosire la linea della maxinaked Honda. Si presenta muscolosa ma salendoci sopra diventa snella, con una posizione di guida raccolta, comandi semplici ed intuitivi, ti colpisce subito per i dettagli ricercati in metallo, la protezione del radiatore, i carter e la protezione dell’airbox che le danno quel pizzico di grinta. La coda è corta e snella e il parafango che sfiora la gomma posteriore unito al monobraccio, aiuta moltissimo a renderla piccola, con un interasse di 1.455 mm e un altezza sella di 830 mm. Il faro posteriore anch’esso a led è incastonato nella coda, il telaio è del tutto nuovo, monotrave superiore in acciaio sul quale è attaccato il monobraccio. La strumentazione digitale full-lcd è semplice, leggibile e retroilluminata. Nel nuovissimo telaio è incastonato il motore a 4 cilindri da 998cc, dotato di pistoni forgiati ad alta compressione come la sorella CBR1000RR. La potenza massima è di 145 CV e la coppia di 104 Nm a 8.250 giri/min. Il suo peso si aggira intorno ai 212 kg con il pieno di benzina. I rapporti del cambio sono studiati per offrire accelerazioni da brucia semafori (prima, seconda e terza sono più a corte rispetto al motore della CBR) e con la frizione antisaltellamento guidarla fuori porta è uno spasso. Tutto questo grazie anche all’acceleratore Trottle by wire che aiuta ad avere una sensibilità del gas buona, senza on-off, grazie ad una centralina che coordina il tutto come in un orchestra. Ogni Riding Mode (selezionabili grazie ad un pulsante sul blocchetto sinistro) corrisponde una impostazione differente del traction control HSTC. Ci sono quattro tipi di impostazioni “ Rain, Standard, Sport e Utente”. Il primo sfrutta l'erogazione di potenza (P) più dolce, freno motore (EB) intermedio e controllo di trazione HSTC (T) elevato. L'addolcimento dell'erogazione di potenza e coppia si concentra sulle prime tre marce. Lo Standard utilizza l'impostazione intermedia per tutti e tre i parametri. Addolcisce un po' l'erogazione in prima e seconda marcia, offrendo in pratica una spinta iniziale lievemente inferiore a quella della modalità Sport. Inoltre l'erogazione di coppia è ridotta per le aperture parziali dell'acceleratore. In accelerazione consente lievi slittamenti della ruota posteriore e il parziale sollevamento dal terreno della ruota anteriore. Il Riding Mode Sport sfrutta l'erogazione diretta di potenza (P) in tutte le marce e i livelli più bassi di freno motore (EB) e controllo di trazione HSTC (T). Offre sempre una spinta proporzionale all'apertura delle farfalle e la possibilità di far slittare parzialmente la ruota posteriore e sollevare l’anteriore. Le sospensioni sono Showa sia all'anteriore con una forcella SFF-BP USD regolabile sia dietro, con un mono anch’esso regolabile. L’impianto frenante monta una pompa radiale con pinze ad attacco radiale e il posteriore una pinza a 2 pistoncini.

Come va

Honda non perde mai di vista il suo obiettivo, quello di costruire moto facili, intuitive ma con carattere. Con la CB1000R va ad inserirsi in quella nicchia che forse si cercava tra una naked e una ipernaked. Dopo i primi km sulle montagne intorno a Malaga, subito si avverte la sua grande maneggevolezza, il cambio quickshifter up/down funziona bene per un uso cittadino ma mettendolo un pochino alla frusta si avverte solo un piccolo ritardo. Le sospensioni funzionano molto bene, rendendola agile nei cambi di direzione e solida negli inserimenti e curve veloci. La frenata è potente e non scompone mai la ciclistica mentre la frizione antisaltellamento funziona veramente bene. Ma è il motore la punta di diamante di questa moto: facilissimo e gestibile a regimi cittadini, quando vuoi divertirti basta superare i 6000 giri che la musica cambia, da gattino si trasforma in una (garbata) tigre. La prova organizzata da Honda prevedeva anche qualche giro sul circuito Ascari: un gran bel divertimento, anche se, come si può immaginare, la CB1000R fra i cordoli non è nel suo elemento.

Pregi e difetti

Trovare difetti a questa Honda è molto difficile, tutto è studiato nei minimi particolari. Se proprio devo essere pignolo, ecco, una cosa da migliorare ci sarebbe: la protezione aerodinamica è scarsa, un piccolo cupolino sarebbe stato ben accetto. Anche se è vero che si tratta pur sempre di una nuda!

Quanto costa

Nella versione Plus la CB1000R+ ha le stesse caratteristiche tecniche della versione standard, ma in più è dotata di preziosi componenti speciali montati in fabbrica: manopole riscaldabili, Quickshifter, parafango anteriore e posteriore a filo ruota con dettagli in alluminio, parabrezza e cover monoposto in alluminio e griglia radiatore con logo CB1000R. Le colorazioni saranno Mattebullt silver metallica, grafite black e candy chromosphere red mentre i prezzi sono 15.090 euro per la CB1000R 2018 plus e 13.790 euro per la versione base.

 
 

Autore: Max Troiani

Tag: Test , test


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