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Attualità e Mercato

pubblicato il 13 marzo 2018

Addio Ivano Beggio, se ne va il papà dell'Aprilia

Si è spento nella notte, dopo una lunga malattia. Portò la Casa di Noale sul tetto del mondo nelle competizioni

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Si è spento in punta di piedi, a 73 anni, dopo una lunga malattia, Ivano Beggio. Presidente storico di Aprilia, che ha ereditato dal padre nel lontano 1969, ha portato la Casa di Noale sul tetto del mondo. Non solo nelle competizioni, con 56 titoli mondiali conquistati nei diversi campionati e 294 GP nel Motomondiale. Ma anche nelle moto di serie. E nella scoperta di nuovi talenti.

Valentino e successi

Fu praticamente lui infatti a lanciare un tale di nome Valentino Rossi. Ma grazie alle sue capacità di talent scout sono arrivati alle corse anche Max Biaggi, Manuel Poggiali, Marco Melandri e tanti altri. Un DNA, quello delle competizioni, che si rifletteva nel moto (e negli scooter) del Marchio. Sempre attenti non solo alla tecnologia e all'affidabilità, ma anche al look, alle colorazioni. Sotto la guida di Beggio, Aprilia arrivò ad avere più di 1200 dipendenti e un fatturato, nel 1997, di ben 970 miliardi di Lire.

Una generazione in moto

Naturale: in fin dei conti, il Marchio Aprilia ha messo in moto una generazione. Sfruttando il traino delle corse, c'è stato un tempo in cui i quattordicenni - lontani da mele smangiucchiate e gingilli elettronici di vario genere - si lasciavano sedurre dai vari Aprilia SR e Scarabeo. E poi, raggiunti i sedici, bramavano l'Aprilia RS 125 (io ho iniziato con lei). Volendo, dopo la maggiore età c'era la RS 250, anche se per pochi. Poi, RSV 1000, ma anche Caponord, Pegaso, Futura, Motò. Ma anche l'enduro, con la famiglia RX. O il trial. 

Grazie 

Tutte moto figlie di Ivano Beggio, della sua lungimiranza ma, soprattutto, della sua passione. Negli ultimi anni "il presidente" alimentava una pagina Facebook con aneddoti, curiosità e storie sulla "sua" Aprilia. Il modo migliore per onorarlo è continuare a raccontare di quel sogno nato nel 1969, sulle orme del padre. E, naturalmente, guidare le sue moto. D'altronde, se parecchi di noi hanno questa splendida malattia, lo devono proprio a lui. L'ultima fiammata nel 2000, quando Aprilia comprò Moto Guzzi e Laverda. Poi, nel 2004, la cessione al Gruppo Piaggio. Arrivederci presidente, che la terra ti sia lieve.

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Autore: Andrea Rapelli

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