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pubblicato il 26 febbraio 2018

Multe via PEC, situazione intricata

Non è vero che tutti ora ricevono i verbali elettronici: vediamo come stanno le cose

Multe via PEC, situazione intricata

C’è una leggenda metropolitana online: tutti ora riceveranno le multe elettroniche. Chi corre troppo viene beccato dall’autovelox (o da un’altra telecamera) e il verbale arriva via mail. Non è vero: primo, serve che il titolare della moto (o del veicolo pizzicato dall’autovelox) abbia la PEC, Posta Elettronica; secondo, la situazione non è fluida. La burocrazia è tanta e tale da rendere la questione intricata. Ecco i punti principali del problema.

Cinque passi chiave

1) Con l’adozione e la pubblicazione del decreto del ministero dell’Interno del 18 dicembre 2017, sono state disciplinate le modalità di notificazione delle multe stradali via PEC. Il decreto, dice Poliziamunicipale.it, dispone che se non è stata effettuata la contestazione immediata o se il trasgressore o i responsabili in solido non hanno comunicato l'indirizzo PEC, questo va ricercato dagli organi accertatori negli elenchi appositi. Obiettivo, tagliare sui costi delle notifiche cartacee.

2) Come evidenzia Poliziamunicipale.it, i cittadini persone fisiche che possiedono un indirizzo PEC possono eleggerlo a domicilio digitale, facendolo inserire nell’Indice nazionale delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, che l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) dovrà realizzare entro l’anno 2019. Dal momento dell’attivazione e messa in funzionamento di questo Indice, ogni comunicazione con la pubblica amministrazione avverrà, in modo esclusivo, per via telematica. Allora siamo in attesa: appena l’Indice verrà attivato, le multe via PEC dovrebbero partire. Il condizionale è d’obbligo. Il decreto è arrivato nel 2017, dopo un’estenuante attesa di anni.

3) Al momento, la notificazione alle persone fisiche dovrà essere realizzata ricorrendo alle modalità tradizionali (posta o messi). Se però si ha la certezza che la persona fisica sia un professionista, occorre - sottolinea Poliziamunicipale.it - procedere con la notificazione tramite PEC. Insomma, le solite multe di carta nelle famigerate buste verdi all'interno della cassetta delle lettere di casa.

4) Passiamo ai professionisti: la visura della Motorizzazione o dell’ACI (che gestisce il Pubblico Registro Automobilistico) fornisce il codice fiscale del titolare della moto. Così, si può risalire all’indirizzo PEC del professionista all’interno della banca dati Ini-Pec: contiene 1.400.000 caselle di PEC dei professionisti indicate dagli Ordini e Collegi di appartenenza.

5) E le società? Le caselle PEC delle persone giuridiche sono contenute nella banca dati Ini-Pec . L'Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata contiene 4.600.000 indirizzi PEC di società e imprese individuali e viene aggiornato con i dati provenienti dal Registro delle imprese.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , multe


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