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pubblicato il 28 febbraio 2018

Autovelox: 10 cose che forse non sapete

Come devono essere effettuate le verifiche della velocità su strada

Autovelox: 10 cose che forse non sapete

Non si ferma l’avanzata degli autovelox in Italia. Solo per fare qualche esempio, gli 11 autovelox fissi montati lungo le tangenziali di Padova, nei primi tre anni di esercizio, hanno fotografato 500.000 fra auto e moto, portando nelle casse del Comune addirittura 40 milioni di euro. E a Milano? Un botto di 15 milioni di euro in più rispetto al 2017: questa la stima dell'Amministrazione comunale di Milano relativamente all'installazione dei 7 nuovi autovelox. Sta scritto il bilancio di previsione 2018 nel capitolo relativo alla Sicurezza urbana. Nel mirino chi va in moto e in auto. Ma i Comuni, così come qualsiasi altro gestore, devono rispettare normative precise. Se no, chi fa ricorso al Giudice di Pace ha buone possibilità di far cancellare la multa.

I 10 paletti del Codice della Strada

In materia del controllo della velocità dei veicoli, sta tutto scritto nell’articolo 142 comma 6 del Codice della Strada. E nell’articolo 345 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada stesso. In più, ci sono la Legge 160/2007, la direttiva del ministero dell’Interno 10307 del 2009, e il recente decreto del ministero dei Trasporti 282/2017. Sentiamo che cosa dicono.

1) Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi.

2) Gli autovelox possono essere segnalate con segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti; oppure con segnali stradali luminosi a messaggio variabile; o con dispositivi di segnalazione luminosi installati su veicoli.

3) I segnali stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi devono essere installati con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante.

4) Non c’è una distanza minima tra i segnali o i dispositivi e la postazione di rilevamento della velocità ma, più genericamente, la distanza deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi e comunque non deve essere superiore a 4 km.

5) Si può ritenere che tra il segnale o il dispositivo luminoso e la postazione di controllo possa essere “adeguata” la distanza minima indicata, per ciascun tipo di strada, dall’articolo 79, del Regolamento del Codice della Strada, per la collocazione dei segnali di prescrizione e più precisamente: 250 metri per le autostrade e le strade extraurbane principali; 150 metri per le strade extraurbane secondarie; 80 metri per le altre strade.

6) Discorso diverso per i telelaser. Come sottolinea Poliziamunicipale.it, la distanza minima di collocazione del segnale di preavviso, in tali casi, deve essere riferita non  al punto in cui si trova l’operatore addetto al controllo; ma al punto in cui avviene l’effettiva misura della velocità del veicolo in transito.

7) Per i dispositivi di controllo mobili, possono essere utilizzati segnali collocati in modo permanente sulla strada solo quando la posizione delle postazioni è stata oggetto di preventiva pianificazione coordinata e il loro impiego in quel tratto di strada non è occasionale, ma, per la frequenza dei controlli, assume il carattere di sistematicità.

8) Alla velocità accertata dall'apparecchio di misura deve essere applicata una riduzione a favore del trasgressore pari al 5% del valore rilevato, con un minimo di 5 km/h. Eventuali decimali risultanti da questa operazione non possono essere oggetto di ulteriore arrotondamento, né è possibile tener conto di eventuali ulteriori percentuali di riduzione collegate all'incertezza della misura dello strumento che sono già comprese in quella percentuale.

9) Per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate “. L’omologazione consiste nella verifica e approvazione, da parte del Ministero competente, delle caratteristiche del campione dello strumento elettronico depositato dalla ditta costruttrice. A seguito dell’omologazione tutti gli apparecchi prodotti dalla casa costruttrice, secondo il modello omologato, sono autorizzati per l’utilizzo. 

10) È obbligatoria la taratura. Autovelox tarati ogni quanto? Minimo una volta l’anno. La verifica di taratura, volta a valutare la precisione delle misure eseguite o l'errore dell'indicazione della velocità rilevata, deve essere eseguita da un soggetto terzo oppure anche dal produttore o dall'utilizzatore, a condizione che tali soggetti siano accreditati da organismo quali Accredita: è autorizzato dallo Stato a svolgere questa attività.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , autovelox


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