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pubblicato il 26 febbraio 2018

Michelin Road 5, la nuova gomma sport-touring: il test

Cresce l’efficienza sul bagnato e se si vuole andar forte il Road 5 non si tira indietro

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Il progresso tecnologico e l’esperienza acquisita negli anni (anche e soprattutto nel mondo delle competizioni) consentono a molti costruttori di pneumatici di alzare costantemente l’asticella della qualità dei loro prodotti. Anche perché oggi da una gomma ci si aspetta quasi sempre un’efficienza su più fronti: maggiore durata, per poter macinare km senza l’ansia di dover cambiare “treno” dopo qualche migliaio di km, ma anche grip e stabilità perché la moto è pur sempre sinonimo di divertimento e all’occorrenza deve poter essere “strapazzata” tra le curve, senza tralasciare però la sicurezza, soprattutto su fondi scivolosi (per poter avere sempre quella mano – a volte santa – in più quando piove).

Road 5, realizzato con mescole di ultima generazione

Bene. Il nuovo Michelin Road 5, che va a sostituire il precedente Road 4, risponde proprio alle esigenze dei motociclisti che utilizzano sport-touring o naked tutti i giorni: per recarsi al lavoro o per dare sfogo ai loro “pruriti” domenicali, oppure semplicemente per spostarsi in coppia e con le valigie all’insegna dell’avventura. Rispetto al suo predecessore è migliorato sensibilmente sotto tutti i punti di vista. Ha innanzitutto effettuato un upgrade importante in termini di performance sul bagnato, grazie all’utilizzo di mescole di gomma di ultima generazione, di tecnologia bi-mescola (Michelin 2CT Technology e Michelin 2CT+ Technology) e di battistrada lamellato. È un ruolo importante quello svolto dalla tecnologia delle lamelle evolutive, le quali con l’aumentare dell’usura rivelano intagli più larghi che portano ad un aumento dal tasso d’intaglio del battistrada, al fine di preservarne la capacità di evacuare l’acqua. La tecnologia ACT+, nello specifico, aiuta invece a garantire una maggiore stabilità alle alte velocità e nelle curve veloci, assicurando al tempo stesso maneggevolezza.

Sul bagnato un passo avanti

Passiamo ora dalla teoria ai fatti, partendo da un dato: i risultati di test interni svolti dalla Casa rivelano che un Michelin Road 5 con 5.000 km frena sul bagnato come un Road 4 nuovo. Non solo. Nel corso di una dimostrazione effettuata sul circuito di Monteblanco, su una porzione di asfalto bagnato, il Road 5 con 5.000 km frenava anche mediamente 2-3 metri prima rispetto al Road 4 nuovo. Insomma, in soldoni significa maggiore sicurezza e soprattutto spazi d’arresto ridotti, che talvolta possono rivelarsi estremamente preziosi. Poi su un tratto di pista bagnata, dove era possibile effettuare prove di frenata (con evitamento dell’ostacolo) mi ci sono cimentato anche io, prima in sella a una nuova Triumph Street Triple RS e poi cavalcando una Yamaha MT-10. Facile, potreste pensare: tanto oggi tutte le moto hanno l’ABS. È vero, ma un conto è il sistema che impedisce alla ruota di bloccarsi (e quindi evita la caduta) e un altro è lo spazio in cui una moto riesce a fermarsi o a rallentare su fondo bagnato. In quel caso la differenza non la fa tanto l’elettronica ma la gomma. Non posso dire come il Road 5 si comporti rispetto alla concorrenza (non avendo fatto comparazioni), ma posso affermare che mi ha dato una sensazione costante di sicurezza, sia forzando la frenata, sia andandomene a spasso tra i cordoli, passando improvvisamente da fondo asciutto a fondo bagnato.

Dalla pista alla strada 

Via gli idranti. Si passa alla configurazione del circuito di Monteblanco più lunga, tutta rigorosamente asciutta. Le Road 5 non sono gomme pensate per la pista, è chiaro. Ma per testarne l’efficacia e soprattutto la zona più esterna dello pneumatico – che oltre a una mescola più morbida sulle spalle (davanti silica e dietro black carbon) non ha più intagli per assicurare maggiore grip – ho fatto qualche turno a bordo della nuova Ducati Supersport e della BMW S1000XR: due moto diverse ma accomunate da un motore potente e dall’indole per il “turismo veloce”. Il nuovo Road 5 di Michelin non è morbido perché, come anticipato, è pensato per la strada e per il turismo. Tuttavia pur strapazzandolo tra i cordoli non si è comportato affatto male. Garantisce buoni livelli di aderenza: davanti è sincero, tiene bene e se non gli chiedi troppo ti permette di divertirti un bel po’; anche per quel che riguarda il posteriore le sensazioni sono molto positive, sia in uscita dalle curve strette che nei curvoni in accelerazione. Bene anche la stabilità alle alte velocità (in fondo al rettilineo ho sfiorato i 240 km/h). Insomma, per essere uno pneumatico sport-touring in pista credo si possa promuovere a pieni voti. Passare poi dal circuito alla strada diventa facile, ma meno di quanto si potrebbe immaginare. Soprattutto perché su strada bisogna fare poi i conti con il manto non perfetto, con buche, avvallamenti, qualità dell’ asfalto che cambia, varie ed eventuali. Bene, l’ho provato su diverse moto in modo da poter avere un quadro più completo – Honda CB650F, Yamaha MT-07, Yamaha Tracer 900, BMW R NineT e Kawasaki Z1000 – e ho avuto sempre buone sensazioni: diverse in funzione della moto, ma comunque tendenzialmente tutte positive. Sia nel misto stretto, sia nei curvoni e sia nei lunghi rettilinei.

Conclusioni

A chi conviene il Michelin Road 5? Sicuramente a chi già conosce il 4 e può avere la certezza che il nuovo si ancora più performante sotto tutti i punti di vista. Ma più in generale a tutti quelli che utilizzano la moto per spostarsi ogni giorno e per farsi le uscite nel weekend, da soli o in coppia, sia a passo lento che veloce. Non è una gomma sportiva, pensata per chi vuole andar forte, ma all’occorrenza sa tirar fuori un bel carattere. Sulla durata, infine, bisogna fidarsi di ciò che dichiara la Casa (in attesa dei primi feedback degli acquirenti). Sono 11 le dimensioni disponibili, tutte quelle più comuni, per intenderci, di cui 4 per la versione Trail.

Abbigliamento utilizzato

Tuta Dainese Laguna Seca D1
Guanti Dainese Full Metal D1 gloves
Giacca Dainese Racing 3 Leather
Jeans Dainese Bonneville
Stivali Dainese Torque D1 Out
Casco AGV Corsa R

 

Autore: Francesco Irace

Tag: Test , test , gomme


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