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pubblicato il 19 febbraio 2018

MotoGP 2018, cosa viene fuori dai test in Thailandia?

Marquez vola sul giro e sul passo, come quasi tutte le Honda. Crisi Yamaha. Lorenzo perde il feeling con la Ducati

MotoGP 2018, cosa viene fuori dai test in Thailandia?

Cosa viene fuori da questi test MotoGP2018 in Thailandia? Nulla di particolarmente diverso da quello che abbiamo visto nel 2017. Anzi, le Honda sembrano ancora più forti di come le avevamo lasciate a Valencia a novembre. I due ufficiali Marquez e Pedrosa hanno letteralmente fatto un altro mestiere, insieme a Crutchlow, rispetto a tutti gli altri. In particolare il campione del mondo in carica è apparso ancora una volta il più in forma sia nel giro secco (nel terzo giorno non ci ha provato) che nella simulazione gara: insomma, se si corresse domani in Thailandia, non ci sarebbe storia. Segnale, questo, che il programma di sviluppo in Casa Honda funziona e anche molto bene, sotto tutti i punti di vista.

In Yamaha restano i soliti problemi

La situazione è completamente diversa in Yamaha, dove solo Zarco (con la moto 2016) riesce ad andare forte e a continuare a migliorare il suo feeling ispirandosi, come lui stesso ha precisato, allo stile di guida di Lorenzo. Valentino Rossi e (soprattutto) Maverick Vinales non sembrano riuscire a trovare la via giusta da seguire per migliorare i problemi relativi all’elettronica. Assodato che il telaio 2016 è migliore del 2017 (sono entrambi d’accordo) restano però i problemi di trazione e di usura gomme che molti altri sembrano aver superato brillantemente. “Penso che siamo andati meglio oggi (day3, ndr). Ho fatto un 1'30.5, ma sfortunatamente ho commesso un errore alla fine di un buon giro, altrimenti avrei potuto fare un 1'30.2s. Come l'anno scorso, è difficile capire dove siamo. Dobbiamo migliorare, perché non abbiamo fatto molti progressi rispetto allo scorso anno, specialmente quando si parla di elettronica”, ha dichiarato Valentino Rossi. D’altronde un campanello d’allarme era arrivato già nei test si Sepang, dove da un giorno all’altro, a parità di condizioni atmosferiche, di gomme e di assetto, le Yamaha offrivano improvvisamente e inspiegabilmente prestazioni diverse.

In Ducati alti (Dovi) e bassi (Jorge)

Dovizioso non ha forzato particolarmente sul giro secco ma ha lavorato in ottica passo gara e ha effettuato diverse prove (aerodinamiche e non solo) sulla moto, chiudendo i test con ottimismo. “Sono stati tre giorni molto utili, in cui siamo riusciti a fare parecchio lavoro e a provare bene le carene, il telaio e l’altro materiale nuovo che Ducati ha portato qui in Tailandia. Non è stato un compito facile per il caldo, però abbiamo raccolto tante informazioni utili e confermato che la GP18 è una moto molto competitiva. Per giudicare meglio le prestazioni dei nostri avversari dovremo anche vedere con che tipo di gomma hanno ottenuto i loro tempi, però secondo me qui a Buriram noi siamo messi bene, come in Malesia”. Dall’altro lato del box c’è invece un Lorenzo particolarmente in difficoltà. In Malesia aveva definito la sua moto un capolavoro, ma quando l’ha ripresa in Thailandia quasi non l’ha riconosciuta. Pessimo feeling. Ha anche provato di nuovo la 2017, per togliersi qualche dubbio. Poi è ritornando sui suoi passi, ma non è per niente contento. Da Iannone, infine, ci si aspetta invece qualcosa di più. Detto questo, non dimentichiamo che i test sono indicativi, ma fino a un certo punto, e che gli equilibri potranno cambiare anche in modo importante una volta che il campionato partirà. E la sensazione è che sempre più di prima la differenza, nel bene e nel male, potranno farla le gomme.

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , motogp


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