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pubblicato il 3 febbraio 2018

Vespa Sei Giorni: Perché comprarla... e perché no [VIDEO]

Look vintage ma sportivo e meccanica della GTS 300: vediamo come va questa Vespa che guarda al futuro ma omaggia il passato

Impossibile non essere romantici se si parla di Vespa: la protagonista di questo #perchécomprarla non è infatti una “normale GTS300”, ma la versione corsaiola... La Vespa Sei Giorni, che si ispira infatti alla protagonista dell’omonima Gara Internazionale del Varesotto, riproponendo l’estetica in tutto per tutto (o quasi).

Pregi e difetti

Sotto la pelle questa super-Vespa è la GTS300, ma fuori un appassionato vede la rievocazione di un fascino che negli anni ‘50 divenne leggenda. La colorazione Verde Matt e il portanumero nero sono un omaggio alla Squadra Corse di Piaggio, mentre altri elementi caratterizzanti sono il faro basso, la sella omologata per due ma esteticamente monoposto oltre alla targhetta relativa alla numerazione posizionata nel retroscudo. Aprendo il vano posto dietro allo scudo gli spazi sono sfruttabili per vari oggetti o per uno smartphone visto che c’è anche la possibilità di ricaricarlo tramite la presa USB. Aprendo il vano sottosella tramite l’apposito tasto o usando la levetta “meccanica” posta sopra alla USB si accede a un vano di medie dimensioni, dove il nostro casco modulare non è entrato e dove potrete riporre solo un jet e altri oggetti come guanti, bloccadisco o antipioggia: con due caschi l’incastro diventa complicato. In movimento lo spazio per le gambe è buono, peccato solo che la pedana non piatta comprometta un pochino la capacità di carico; pratiche ed esteticamente riuscite anche le pedane del passeggero. Se la vostra “Sei Giorni” la vivete ogni giorno nel traffico, questa Vespa si conferma “vincente” in città. I cerchi da 12 pollici con pneumatici 120 davanti e 130 dietro sono i giusti alleati per aumentare incredibilmente l’agilità di un mezzo da circa 150 kg che nel misto veloce dimostra di saperci fare, con un inserimento fulmineo e una ottima stabilità in curva sul veloce. I cavalletti (in particolar modo il centrale) diminuiscono però la luce a terra nelle curve a sinistra, limitando non di poco quelle gustose pieghe cittadine che sono un toccasana nel percorso casa lavoro. Peccato perchè telaio e motore si accoppiano egregiamente con l’assetto con velleità sportive, nonostante rimanga un valido alleato anche del confort, con un assorbimento sullo sconnesso che supera egregiamente la prova “sanpietrino” romano. Capitolo motore: nel 1951 il carburatore Dell’Orto regalava alla 6 giorni dell’epoca un certo brio, oggi ci pensano i 22 cv a 7.500 giri del monocilindrico da 278 cc che già abbiamo provato sulla GTS. Pieno nell’erogazione e capace di un bell’allungo, ma piu che altro godibilissimo in città con una coppia di 22 Nm a 5.000 giri risulta godibilissimo e capace anche di buone percorrenze con oltre 25 km al litro raggiungibili senza troppe attenzioni. Si può fare meglio se non vi lasciate trasportare dalla livrea da battaglia, così l’autonomia del serbatoio da 8,5 litri risulta più che buona. L’handling regala da subito una bella sensazione di controllo anche ai meno esperti e, se si esagera, l’ABS di serie contribuisce a rendere la frenata sempre controllabile. Nemmeno a pagamento però è disponibile il controllo di trazione, non indispensabile con questo livello di potenze da gestire.

Quanto costa

La vecchia 6 giorni fu la prima edizione limitata della Vespa, prodotta in 300 esemplari e venduta a particolari condizioni. La nuova, invece, è in edizione numerata e offerta a chi la desidera in cambio di 6.390 euro Franco Concessionario, a cui volendo si possono aggiungere molti e ricercati accessori.

Autore: Redazione

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