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pubblicato il 24 gennaio 2018

Suzuki SV650X - TEST [VIDEO]

Più stile per la naked di Hamamatsu, che ora si diverte a fare la café racer. Ecco come va

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È sulla breccia dal 1999 ma per la prima volta nella sua lunga carriera si veste da café racer: la Suzuki SV650X, già vista al Salone di Tokyo, strizza l'occhio a chi vuole una naked facile ma un po' più saporita. E non solo nell'aspetto estetico.

Com'è

La base della Suzuki SV650X è quella della naked che tutti conosciamo, ma con alcuni dettagli più stilosi: il più evidente è il cupolino dallo stile retrò, che si raccorda al serbatoio grazie a fianchetti specifici e incornicia il classico faro tondo. Rimanendo in zona troviamo anche la forcella con regolazione del precarico – non presente sulla SV liscia – ma anche e soprattutto due semimanubri dal sapore vagamente corsaiolo. Completa il quadro la sella con pelle a cannelloni, a 785 mm da terra, più sottile rispetto a quella della SV650 normale. Tutto il resto rimane invariato (o quasi): lo storico bicilindrico a V di 90° e 645 cc esprime sempre 76 CV a 8.500 giri, con una coppia di 64 Nm a 8.100 giri. Se il serbatoio può contare sui soliti 14,5 litri e il mono continua anche sulla X ad essere regolabile nel precarico, le “aggiunte” nel look hanno portato 10 kg in più sul piatto della bilancia, per un totale di 207 kg in ordine di marcia. Identico alla Suzuki SV650 anche l'impianto frenante, dotato di ABS, con doppio disco anteriore da 290 mm e disco singolo posteriore da 240 mm. Per chi vuole di più in termini di look ed esclusività c'è la Suzuki SV650X-Ter, con scarico artigianale a doppia uscita by Fresco, nastro telato sui collettori, specchietti racing e porta targa con frecce a Led. Unica per tutte la colorazione, grigio-nera. Volendo, anche la X è depotenziabile a 35 kW per i neopatentati, grazie ad una centralina specifica venduta a parte.

Come va

I semimanubri – piuttosto aperti – caratterizzano la posizione di guida della Suzuki SV650X: si sta caricati sui polsi, quasi come su una sportiva. La sella, nonostante sia più bassa e sottile (-5 mm rispetto alla SV “vulgaris”) non ha perso la sua morbidezza e non risulta scomoda nemmeno dopo una giornata in sella. Da fermo, muovere la piccola Suzuki è un gioco da ragazzi anche per i più corti di gamba. Nelle manovre a bassissima velocità, tuttavia, bisogna fare i conti con un raggio di sterzo non ampissimo e con i semimanubri, che rendono tutto un po' più difficoltoso. Ma adesso si tratta di scoprire se c'è ancora traccia di quello storico mix di divertimento ed efficacia che ha sempre caratterizzato la SV. Per certi versi, i semimanubri sono un ritorno alle origini cui, spesso, non siamo più abituati. E in effetti, sui parecchi tornanti del percorso di prova – e comunque nello stretto – quanto a facilità di guida ed efficacia il manubrio alto della SV650 vince a mani basse. Con i semimanubri ci si sente sempre più indaffarati e ogni tanto anche più impacciati nelle svolte strette. Ci si sforza in misura maggiore (sia dal punto di vista mentale, sia da quello meramente fisico) per raggiungere lo stesso risultato. Va meglio sul veloce, dove la piccola X corre sempre precisa: c'è solo un pizzico di nervosismo in più. Stemperato da un reparto sospensioni ben tarato: la forcella è più dura di precarico, ma continua ad assorbire bene ed avere il giusto sostegno, anche quando si dissotterra l'ascia di guerra. Confermate le straordinarie doti del V-Twin, roba da far venire il dubbio che la potenza non sia quella segnata sulla scheda tecnica: i 76 CV ringhiano (anche dal punto di vista sonoro) e l'erogazione è piena e corposa fin dal basso, conta su medi che soddisfano tutti e si stempera ragionevolmente intorno alla zona rossa, posta a 10.000 giri. Con bel sound di aspirazione che gasa. Pronti e ben modulabili i freni, anche se un pizzico di mordente in più non avrebbe guastato. Infine, i consumi: dopo circa 80 km affrontati alla garibaldina, il computer di bordo della SV650X (che informa anche su consumo istantaneo e autonomia residua) ha mostrato 18,5 km/litro.

Pregi e difetti

La Suzuki SV650X ha sicuramente guadagnato punti dal punto di vista del look, ora più personale e soprattutto diverso dalla “solita” SV. Con una realizzazione che non presta il fianco a critiche (se non a quelle dettate dai gusti personali di ognuno). Tuttavia, se mi chiedessero quale sia la SV più divertente da guidare non esiterei: la SV650 rimane, con il suo manubrio alto, più efficace e pure più comoda nella convivenza quotidiana.

Quanto costa

Per la Suzuki SV650X bisogna mettere in conto un prezzo lancio (fino a data da destinarsi) pari a 6.990 euro, cioè 500 in più rispetto alla versione liscia. Fa storia a sé la Suzuki SV650 X-Ter, proposta in edizione limitata a 7.390 euro. Unica per tutte la colorazione, sempre due gli anni di garanzia a km illimitati.

Abbigliamento utilizzato

Casco MomoDesign Arrow

Giacca Dainese HF D1

Guanti Dainese BlackJack

Jeans Dainese Bonneville Regular

Scarpe Dainese Street Rocker D-WP

Autore: Andrea Rapelli

Tag: Test , test


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