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pubblicato il 23 gennaio 2018

Mobilità turistica: bici protagonista

Un piano straordinario fino al 2022 favorisce le biciclette

Mobilità turistica: bici protagonista

Buone notizie, almeno in teoria, per chi ha la bici e la vuole usare durante viaggi e vacanze in Italia. È arrivato l’ok definitivo nuovo al Piano straordinario della mobilità turistica fino al 2022: a dire sì sono stati il ministero dei Trasporti e quello dei Beni Culturali dopo l’intesa in Conferenza Stato-Regioni. Ballano 5,6 miliardi di euro per turismo più accessibile: obiettivo, ridurre i tempi di connessione tra le porte d’accesso e i siti turistici, migliorare 620 stazioni in termini di accessibilità (ascensori e rampe, segnaletica percorsi tattili, illuminazione), funzionalità, decoro e sicurezza, informazioni al pubblico. Si punta al miglioramento delle rete ferroviaria di collegamento con le porte di accesso per via aerea (Milano, Bergamo, Roma Fiumicino, Catania, Genova); urgono poi interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa nelle aree urbane e metropolitane. 

Turismo sicuro e sostenibile

Il futuro Governo creerà reti infrastrutturali per la mobilità ciclo-pedonale (le ciclovie) con finalità turistiche, integrate con il trasporto convenzionale (bici in treno). Una mobilità in sicurezza per i viaggiatori che si spostano a piedi e in bicicletta. In questo obiettivo si inserisce la realizzazione del Sistema delle ciclovie turistiche, 6.000 km complessivi con investimenti per oltre 180 milioni di euro e il Progetto “Valore Paese, cammini e percorsi” che prevede la riqualificazione ed il riuso a fini turistico-ricettivi di oltre 300 immobili pubblici situati lungo percorsi ciclo-pedonali e itinerari storico-religiosi e 60 milioni di euro per la valorizzazione di cammini di rilevanza nazionale, come la Via Francigena e l’Appia Regina Viarum.

Le ciclo-stazioni

Si mira alla realizzazione di ciclo-stazioni (sosta e manutenzione biciclette) nelle porte di accesso e lungo le ciclovie e i cammini turistici; il fine ultimo è la creazione di una connessione con un nodo intermodale (bus o ferro) ogni 50 km lungo le ciclovie. Disposti incentivi agli operatori di trasporto per garantire il trasporto della bicicletta sui mezzi di trasporto convenzionali (treno, traghetti, autobus). Ora si attendono i risultati concreti di un programma così ambizioso.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato


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