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pubblicato il 9 gennaio 2018

Automobilista investe motociclista? Rifaccia la patente

Lesioni gravissime per il centauro: sacrosanto parere del Consiglio di Stato

Automobilista investe motociclista? Rifaccia la patente

Se un automobilista investe un motociclista deve rifare la patente: questo il succo del parere del Consiglio di Stato, sezione prima, del 13 dicembre 2017, reso noto il 3 gennaio 2018, numero 50, segnalato da Poliziamunicipale.it. Più in dettaglio, un automobilista nel 2015, con la sua Fiat Panda, ha svoltato senza dare la precedenza al centauro che proveniva dal senso opposto di marcia procurandogli lesioni gravissime: ora il guidatore della vettura deve essere sottoposto alla revisione cautelare della patente. Non solo, sentite qui: le Forze dell’ordine (la Polizia Locale di Camposampietro, Padova) sono intervenute per i rilievi del sinistro e non hanno considerato nel dettaglio anche la condotta di guida del motociclista. Questo ha un peso? Zero, dice il Consiglio di Stato.

Ha ragione la Motorizzazione di Padova

La Motorizzazione di Padova, in applicazione dell’articolo 128 del Codice della Strada, aveva disposto la revisione della patente di guida in possesso del ricorrente, finalizzata alla verifica della persistenza dei requisiti di idoneità tecnica a stare al volante. L’automobilista non ci stava. Fra gli altri motivi, sosteneva che l’amministrazione è tenuta ad adottare il provvedimento di revisione della patente di guida solo in casi di eclatante e grave violazione alle norme del Codice della Strada; materia che sarebbe devoluta alla competenza del Giudice Penale, al quale soltanto spetta di assumere il detto provvedimento sanzionatorio, se ne accerti le condizioni. In realtà, secondo il Consiglio di Stato, il provvedimento di revisione della patente di guida disposta non ha, al contrario di quanto sembra assumere il ricorrente, nessuna finalità sanzionatoria. Ha invece soltanto finalità cautelare, in relazione alla necessità che il destinatario, soprattutto, ma non solo, se coinvolto in un incidente di una certa gravità, dia la dimostrazione di possedere ancora i requisiti prescritti per la guida del veicolo.

Se non ha i requisiti...

Il verbale della Polizia locale pone in evidenza la gravità dell’infrazione alle norme del codice della strada commessa dal ricorrente, al punto da far dubitare della sua idoneità tecnica alla guida che è alla base del provvedimento di revisione della patente di guida. È soltanto l'accertamento dell'avvenuta perdita di tali requisiti a produrre la conseguenza della revoca della patente di guida o soltanto la sospensione, qualora siano venuti meno i soli requisiti psicofisici e sia ipotizzabile il recupero degli stessi. Insomma, ora l’automobilista dimostri che è in grado di guidare; oppure dovrà rinunciare a guidare per evitare di rappresentare un pericolo pubblico per gli utenti della strada, specie quelli deboli come i pedoni, i ciclisti, i centauri.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , multe


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