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Attualità e Mercato

pubblicato il 10 gennaio 2018

Auto a guida autonoma causa incidente: il motociclista da chi viene risarcito?

Qualche riflessione sugli scenari futuri della mobilità

Auto a guida autonoma causa incidente: il motociclista da chi viene risarcito?

Oggi, se un motociclista subisce un incidente per colpa di un automobilista, viene risarcito dalla propria compagnia, che poi in camera di compensazione “regola i conti” con la compagnia del responsabile del sinistro. Ma un domani, se e quando arriveranno le auto a guida autonoma al 100%, chi risarcirà il motociclista? Pur sempre la compagnia. Tuttavia, in un documento dell'Ania (Associazione delle assicurazioni), ci sono riflessioni interessanti sul tema.

La responsabilità della Casa automobilistica

Uno dei primi profili che cambierà in modo sostanziale è quello relativo al diverso coinvolgimento della Casa di auto a guida autonoma rispetto allo stato attuale. Il Costruttore metterà sul mercato per poi commercializzarli veicoli dotati di sistemi hardware e software di gestione del veicolo autonomo e di comunicazione con altri veicoli/infrastrutture, “con la probabilità di un aggravio del grado di responsabilità dello stesso in caso si verifichi un sinistro”, dice il documento. L’eventuale errore nella predisposizione di un software di guida potrebbe produrre effetti addirittura di tipo catastrofale, con diminuzione del numero di sinistri di entità minore, che sono attualmente la maggioranza degli incidenti, “ma con aumento della gravità del minor numero dei sinistri che residueranno, anche in considerazione del maggior grado di sofisticazione e del maggior valore dei veicoli autonomi e dei relativi danni materiali subiti”.

Mezzi sempre più sicuri uguale meno costi

Comunque le auto robot saranno sempre più sicure con l’utilizzo della tecnologia e si verificheranno molti meno incidenti. Si stima che, in totale, le perdite del settore, relative agli importi pagati per gli incidenti automobilistici, potrebbero calare di circa 122 miliardi di dollari, grazie alla riduzione del numero di incidenti con una riduzione stimata della frequenza dei sinistri di circa il 90% entro il 2050, con evidenti impatti sui premi Rca.

Anche dopo la vendita

Fra l’altro la Casa automobilistica, anche dopo la vendita del veicolo, sarà comunque tenuto a un costante e tempestivo aggiornamento dei sistemi ingegneristici installati in conformità soprattutto all’evoluzione a livello mondiale delle conoscenze e dello stato dell’arte in materia, dovendo altresì, tempo per tempo, fornire le eventuali ulteriori istruzioni/cautele al proprietario del veicolo autonomo. Tuttavia, l’eventuale attribuzione di una responsabilità oggettiva ai costruttori può demotivare questi dal procedere sulla strada della messa a punto dei veicoli autonomi o comunque può spingerli ad alzare notevolmente i prezzi di tali veicoli. Occorrerà quindi individuare, in punto di responsabilità, una soluzione maggiormente bilanciata. Anche il proprietario del veicolo autonomo, per il quale si potrebbe quindi configurare una sorta di responsabilità in solido con quella del costruttore, dovrà attivarsi per procedere a revisioni di carattere tecnologico del proprio veicolo autonomo non solo a scadenze programmate (come si fa oggi per i “tagliandi” per i veicoli tradizionali) ma anche su richiesta del Costruttore.

In conclusione

Qualunque sia la forma o le forme che le coperture assicurative dei veicoli del futuro assumeranno, la circolazione di tali veicoli non è neppure immaginabile senza l’intervento e il sussidio degli assicuratori, “a protezione ed eventuale ristoro degli utenti della strada e di tutti i soggetti interessati dai potenziali rischi legati alla circolazione automatizzata e connessa”, spiega il documento. Anche a tutela dei motociclisti, aggiungiamo noi.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , incidenti


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