Tecnica

pubblicato il 5 gennaio 2018

Batterie: una nuova tecnologia costruttiva potrebbe triplicarne l'autonomia

La scoperta di un team di chimici dell'Università di Waterloo, Canada, potrebbe aumentare le vendite delle moto elettriche

Batterie: una nuova tecnologia costruttiva potrebbe triplicarne l'autonomia

La moto elettrica è il futuro? Forse è troppo presto per dare una risposta esaustiva a questa domanda. Ma, dopo i risultati della ricerca dell'Università di Waterloo, Canada, le moto ad emissioni zero potrebbero avere un futuro decisamente radioso. Infatti i ricercatori, capitanati dalla Prof.ssa Linda Nazar, hanno scoperto nientepopodimeno che un modo per triplicare l'autonomia delle batterie al litio-zolfo.

Nanosheet 

La “chiave di volta” per ottenere batterie più potenti starebbe infatti nell'utilizzo di nanosheet (elettrodi in lamine sottilissime, con grande superficie esposta e alta capacità di trasporto e conservazione dell’energia) di biossido di manganese. Questi elettrodi sono capaci di trasformare il catodo di zolfo di una comune batteria al litio-zolfo in un catodo ad alte prestazioni in grado di ricaricare l'accumulatore per più di 2.000 cicli. Non solo autonomia, ma anche lunga durata nel tempo.

La storia della chimica insegna 

Lo zolfo, che è un materiale utilizzato per la costruzione di batterie estremamente abbondante, relativamente leggero e molto economico, storicamente non ha funzionato come materiale catodico perché ha il brutto “vizio” di dissolversi nella soluzione elettrolitica quando la batteria si scarica. Ci volevano i ricercatori canadesi per scoprire il trucco del biossido di manganese. Fra l'altro, la reazione chimica che stabilizza lo zolfo è un processo scoperto nel lontano 1845, durante l'età dell'oro della chimica sulfurea tedesca. Da allora, pochissimi studiano la chimica sulfurea. Ma la storia, come sempre, ha ancora molto da insegnare.

L'impatto delle batterie

 

Quanto tutto ciò influenzerà il mercato della moto elettrica, solo il futuro potrà dircelo. Anche perché la riuscita della scoperta dei chimici canadesi passerà anche (e soprattutto) dal costo finale della batteria. E dalla capacità di smaltimento degli accumulatori al litio-zolfo: ad esempio, oggi le batterie agli ioni di litio sono a tutti gli effetti dei rifiuti non riciclabili e non riutilizzabili in alcun modo dopo il loro fisiologico ciclo di vita. Occorrerà tenerne conto.

 

Autore: Andrea Rapelli

Tag: Tecnica , moto elettriche


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