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pubblicato il 27 dicembre 2017

Rc moto: tre cose da sapere

Qualche cavillo sulle polizze delle moto che forse non tutti conoscono

Rc moto: tre cose da sapere

Il settore Rc moto è molto complicato: lo regola il Codice delle assicurazioni, che negli anni è stato anche modificato. Ai fini pratici, quando c’è un incidente, ci sono però tre aspetti che forse non tutti conoscono e che vanno a incidere sul risarcimento. Vediamo i punti chiave, aggiornati in base alle più recenti della Cassazione.

Il tris da ricordare

1) Se il contraente, al momento della stipula del contratto Rc moto, rende dichiarazioni inesatte o incomplete su circostanze che influiscono sulla valutazione del rischio incidente, sono guai. In particolare, occhio a fornire documentazione vecchia, come un precedente stato di residenza: magari per errore è rimasto nelle carte. Analogamente, se il proprietario non è l’unico guidatore del mezzo, e la polizza richiede un unico conducente, anche questo va detto. Infatti, il pagamento dell’indennizzo da incidente è dovuto in misura ridotta. Quanto? in proporzione alla differenza tra la tariffa e quello che sarebbe stata determinata se il motociclista avesse detto la verità. Tradotto: l’assicurazione paga i danni all’altro guidatore, la vittima dell’incidente. Poi però si rivale su chi ha causato il sinistro e non ha detto tutta la verità: questo motociclista dovrà sborsare quattrini alla compagnia. Allo stesso modo, deve comunicare ogni aggravamento del rischio: per esempio, un motociclista potrebbe trasferirsi da Bolzano a Napoli, andando a vivere in una zona più a rischio sinistri.

2) L’assicurato può evitare la maggiorazione del premio in caso di sinistro, rimborsando gli importi liquidati per tutti o parte dei sinistri cagionati. Quindi, il motociclista causa un incidente e, per evitare che la classe di merito peggiori, paga il danno. La facoltà può essere esercitata in occasione della scadenza annua della polizza, sia nel caso di contratto rinnovato sia nel caso di contratto disdettato. Per esercitare la facoltà di riscatto di un sinistro, il motociclista deve rivolgersi presso l’agenzia per tramite della quale viene fatta richiesta alla Consap (la Concessionaria servizi assicurativi pubblici) per conoscere l’ammontare del danno liquidato, nonché le modalità di rimborso. La Consap rilascia un’attestazione di avvenuto pagamento da consegnare all’Agenzia o Subagenzia che amministra il contratto. A riscatto avvenuto, l’impresa procede alla depenalizzazione e conseguente riqualificazione del contratto.

3) La Cassazione (sesta sezione civile), con sentenza 30075/17 del 14 dicembre, ha confermato un principio: è del tutto indifferente, affinché lo si possa considerare “in circolazione”, che una moto sia in marcia oppure in sosta in luoghi ove si svolga il traffico veicolare. Non c’è differenza: la Rc moto copre il mezzo e quindi il proprietario del mezzo. Così, se la moto causa un incidente mentre il guidatore va a 30 km/h in città, la compagnia risarcisce i danni all’altro guidatore. Se lo stesso proprietario parcheggia la moto, col cavalletto che cede, e il mezzo cade ferendo una persona: la Rc moto scatta? Sì. Il ferito verrà indennizzato dalla compagnia per le lesioni. Purché, ovviamente, il proprietario non abbia nessuna colpa, non abbia parcheggiato male la moto per distrazione.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , assicurazione


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