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Epoca e Classiche

pubblicato il 20 dicembre 2017

BMW R 1100 RS, rivoluzione silenziosa

Con lei arrivano il boxer 4 valvole e una dotazione da leccarsi i baffi, a cominciare dall'ABS

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Se ci pensate bene, non è affatto un caso che la BMW R 1100 RS sia apparsa sul mercato proprio nel 1993, sessant'anni esatti dalla R 32, la prima moto uscita dai cancelli della Bayerische Motoren Werke con il motore boxer sotto il serbatoio. Proprio come lei, la RS è stata in un certo senso una rivoluzione per la Casa di Monaco, che su questa moto ha introdotto una serie di cambiamenti poi diventati comuni su quasi tutta la gamma.

Il primo boxer a 4 valvole

Prima di tutto, il bicilindrico boxer con funzione portante, per la prima volta a 4 valvole per cilindro (nome di progetto R259): i tecnici BMW scelsero di montare gli alberi a camme lateralmente – all'altezza delle valvole – azionati da tre catene, attraverso una ruota intermedia. In questo modo, si riduceva l'ingombro laterale rispetto ad un comando valvole bialbero, con il plus di una maggiore affidabilità ai regimi più elevati. Non mancavano raffreddamento misto aria/olio, iniezione elettronica Bosch Motronic e cambio separato a 5 marce. Certo, oggi i 90 CV a 7.250 giri della BMW R 1100 RS, conditi con una velocità massima di 220 km/h, possono far sorridere, ma nel 1993 erano valori tutt'altro che ridicoli per una sport-tourer.

Paralever e Telelever

Ma a Monaco avevano in serbo anche altre sorprese. Due elementi del reparto sospensioni che diventeranno pane quotidiano per tutti i BMWisti: Telelever (davanti) e Paralever (dietro). Rispetto ad una forcella tradizionale, il primo sistema consente di disaccoppiare la funzione di smorzamento, svolta da un monoammortizzatore, rispetto a quella di direzionalità, svolta da una forcella a steli senza molle. Inoltre, viene limitato l'affondamento in frenata. Posteriormente, invece, c'è un braccio principale che ingloba l'albero di trasmissione e uno inferiore che contrasta la coppia di rotazione della ruota posteriore: per farla breve, grazie ad entrambi il posteriore si oppone efficacemente al sollevamento e allo schiacciamento in accelerazione/decelerazione, tipiche della trasmissione a catena. E poi, ci si può scordare della manutenzione, a patto di tenere sotto controllo il livello dell'olio.

Comfort e sicurezza

L'esperienza in sella alla BMW R 1100 RS si poteva gustare tutto l'anno, grazie ad accessori ripresi dalla produzione automobilistica dell'Elica di quegli anni. Manopole e sella riscaldabili alleviavano le sofferenze durante gli inverni più rigidi, mentre l'ABS era un plus notevole durante tutto l'anno. Senza dimenticare sedute comode (e regolabili, come il manubrio) sia per il pilota sia per il passeggero, una ragguardevole protezione dall'aria – grazie al parabrezza esteso – e la possibilità di montare valigie laterali, per una moto da viaggio (sportivo) senza rinunce. Nonostante il peso di 239 kg, la BMW R 1100 RS era una moto piuttosto maneggevole (ah, il baricentro basso del boxer!) una volta superata la leggera empasse alle bassissime velocità. E può essere attuale ancora oggi: giusto per ingolosirvi un po', sappiate che le quotazioni della BMW R1100 RS, prodotta fino al 2002, vanno dai 2.000 ai 4.000 euro circa. Cifre abbordabilissime: motociclista avvisato...

Autore: Andrea Rapelli

Tag: Epoca e Classiche , epoca


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