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pubblicato il 11 dicembre 2017

Ducati Multistrada 1260: 5 cose da sapere

Le novità della crossover bolognese di taglia maxi, che si è rifatta il trucco (e non solo) per il 2018

Ducati Multistrada 1260: 5 cose da sapere
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Le statistiche di mercato lo dicono chiaramente: la famiglia Multistrada (950 e 1200) è la più venduta fra le moto di Borgo Panigale. Quindi, quando “esce” una nuova Multi, avere i riflettori puntati addosso è il minimo. Per essere precisi, la Ducati Multistrada 1260, mostrata per la prima volta ad Eicma, non è completamente nuova ma è migliorata sotto molti punti di vista. Ecco 5 cose da sapere sulla maxi-crossover italiana.

1 Il look

Lo sguardo è quello – corrucciato – di sempre ma la Ducati Multistrada 1260 ha un po' più di fard sui fianchi, per un insieme più elegante, dicono in Ducati, rispetto a prima. Non solo forma, ma anche funzione: il maniglione passeggero posteriore, ripreso dalla Multi 1200 Enduro, è ora più comodo da impugnare. Infine, nuovo telaietto reggisella, finiture più ricche, indicatori di direzione posteriori a Led, targhetta metallica sui coperchi distribuzione e cerchi dal design inedito (verniciati in oro sulla S).

2 Il motore: più coppia, sempre

Chi ha guidato la Multi 1200 ricorda sicuramente una certa flessione nella spinta ai medi regimi: una curva di erogazione non proprio da moto turistica. I tecnici Ducati affermano di aver risolto brillantemente il “problemino” montando sulla Ducati Multistrada 1260 il bicilindrico della XDiavel S, il Testastretta DVT a fasatura variabile da 1.262 cc, con aspirazione e scarico rivisti. Ciò significa che, rispetto al passato, non ci sono solo 6 CV in più, per un totale di 158 a 9.500 giri, ma l'85% dei 129 Nm (il picco è a 7.500 giri) è disponibile già a 3.500 giri. A 5.500 giri, c'è il 18% di coppia in più. Nuovo anche il comando gas ride by wire, che gestisce quattro Riding Mode: Sport, Touring, Urban ed Enduro (gli ultimi due sono limitati a 100 CV). A cambiare anche il freno motore, che si modifica pure tenendo conto della marcia inserita.

3 Telaio più “facile”

Nell'intento di offrire una moto più amichevole, con un'avantreno meno reattivo, a Borgo Panigale hanno modificato sensibilmente le quote della Ducati Multistrada 1260. L'inclinazione del cannotto di sterzo è passata da 24 a 25 gradi, l'avancorsa è aumentata di 5 mm. Il forcellone più lungo di 48 mm ha portato un interasse da 1.585 mm, ovvero 56 mm in più. Il tutto per un peso che va dai 232 kg della Ducati Multistrada 1260 ai 236 della Multistrada 1260 S D-Air. La sella è regolabile su due posizioni: a 825 e 845 mm da terra. Diverse le sospensioni in base agli allestimenti: la 1260 base monta forcella KYB e mono Sachs (entrambi regolabili), la S le semiattive Sachs DSS e la Pikes Peak un'accoppiata Öhlins, naturalmente pluriregolabile.

4 Più “chip” per tutti

Su tutte le Multistrada 1260 ci sono di serie piattaforma inerziale, ABS cornering Bosch, controllo di trazione, antimpennata, assistente alle partenze in salita, smart key, blocchetti retroilluminati e cruise control. Dalla 1260 S troviamo luci full LED (anteriori di tipo Cornering), quickshifter, schermo TFT per la strumentazione rivisto nella logica e nella grafica, Ducati Multimedia System. Infine, un'app dedicata – Ducati Link – attraverso la quale registrare le proprie performance di guida, condividere gli itinerari con gli altri utenti, tenere sotto controllo le parti vitali della moto.

5 Prezzi

La Ducati Multistrada 1260 base, senza proiettori Full LED, cambio elettronico e strumentazione TFT, costa già cara: 17.990 euro. La S va da 20.400 a 20.590 euro (a seconda del colore scelto) mentre per la più sportiva Pikes Peak, con grafiche e sospensioni dedicate, bisogna mettere in conto ben 24.900 euro, lo stesso prezzo della Multistrada 1260 S D-Air. Diverse le possibilità di personalizzazione, con quattro pacchetti di accessori principali: Touring Pack, Sport Pack, Urban Pack e Enduro Pack. Senza dimenticare la lunga lista degli optional Ducati Performance: se non si sta attenti il prezzo raggiunge livelli da capogiro.

Autore: Andrea Rapelli

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