Attualità e Mercato

pubblicato il 5 dicembre 2017

Parcheggi la moto e “blocchi” l’auto: è violenza privata

La Cassazione stanga chi parcheggia male e senza attenzione: è da Codice Penale

Parcheggi la moto e “blocchi” l’auto: è violenza privata

La quinta sezione penale della Cassazione, con sentenza emessa il 12 ottobre e resa nota il 30 novembre 2017, la numero 53978, stanga chi parcheggia la moto o l’auto male. Se sosti e “blocchi” una vettura, impedendo al guidatore di aprire la portiera e di uscire dall’abitacolo, commetti un delitto da Codice Penale. Niente a che vedere con la solita “multina” da Codice della Strada. È invece violenza privata.

Due sconfitte di seguito

Infatti, con sentenza emessa nel giugno 2016 la Corte d’Appello di Messina ha confermato la sentenza di primo grado con cui un cittadino è stato condannato alla pena di giustizia per il delitto di violenza privata ai danni di un altro cittadino. Che tipo di violenza? La violenza è consistita nell’uso improprio del proprio veicolo, che parcheggiava nei pressi dell’auto su cui sedeva la persona offesa a distanza tale (pochi centimetri) da non consentire al conducente di scendere dal suo lato. Questo costringeva l’automobilista a scendere dall’altro lato della propria macchina. E ad affrontarlo. La persona condannata faceva allora ricorso per Cassazione.

Parola alla Corte Suprema

Secondo la Cassazione, c’è il delitto di violenza privata se si priva “coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione”. Che si è verificata: il veicolo parcheggiato male “ha costretto la stessa parte offesa a scendere dal proprio mezzo” per affrontare l’uomo “in una discussione, allo scopo di ottenere lo spostamento del mezzo”. La condotta di chi ha sostato male ha “pesantemente condizionato la libertà di autodeterminazione e movimento della persona offesa”.

Doppia stangata

Risultato: chi ha parcheggiato male perde anche in Cassazione. C’è inoltre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende: 2.000 euro. Vale anche la pena evidenziare che si tratta di un orientamento prevalente nella giustizia: si condanna per violenza privata chi sosta male. Non solo. Aggiungiamo che, per un’eventuale sosta vietata dove c’è il cartello, se si verifica un incidente con lesioni guaribili in oltre 40 giorni, il proprietario della moto o dell’auto parcheggiata in divieto può essere accusato del reato di omicidio e lesioni stradali. Quindi, massima cautela quando si sosta male o in divieto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada


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