Interviste

pubblicato il 15 novembre 2017

Honda: intervista al capo-progettista della Africa Twin

Kenji Morita, Large Project Leader della Casa dell'Ala, ci ha spiegato i segreti della Adventure Sports

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La Honda CRF1000L Africa Twin, tornata sul mercato dopo un oblio durato oltre 10 anni, è un successo, sempre ai primi posti delle classifiche di vendita del nostro Paese. Numeri che probabilmente cresceranno ancora con la Adventure Sports, presentata a Eicma. E proprio al Salone di Milano abbiamo fatto due chiacchiere con uno che di Africa ne sa, anche perché è il Capo Progetto (Large Project Leader, per dirla alla giapponese) delle moto Honda: Kenji Morita.

L'Adventure Sports richiama il passato nel look ma porta con sé nuove sfide per il futuro. E diventa un'alternativa reale alle endurone rivali più potenti. In tanti si aspettavano un aumento di cavalleria: poteva essere l'occasione giusta, non crede?
Quando abbiamo cominciato a lavorare al progetto CRF1000L, abbiamo messo al primo posto una caratteristica: l'equilibrio. E volevamo che rimanesse, anche con un serbatoio più grande (da 24,2 litri, ndr) e un maggior peso complessivo della moto. C'è di più: da una ricerca da noi condotta, abbiamo verificato che la maggior parte dei clienti Africa Twin viaggia a velocità medie o basse. Ecco perché la potenza e la coppia che abbiamo (95 CV e 99 Nm a 6.000 giri, ndr) vanno più che bene.

Quale è stata la sfida più grande a livello progettuale, per dare alla luce la Africa Twin Adventure Sports?
Sicuramente il serbatoio. Prima di tutto nell'impatto estetico della moto, che non doveva risultare snaturato o sbilanciato in avanti. Poi, anche nella posizione di guida. Sfide che abbiamo superato senza troppe difficoltà: siamo convinti che il risultato soddisfi sia l'occhio sia la funzionalità.

La famiglia CB qui a Milano ha figliato con 125, 300 e 1000: allo stesso modo, potremo mai vedere un'Africa più piccola, con cilindrata intorno ai 700 cc? O una nuova famiglia Adventure?
Al momento versioni con cubature meno generose rispetto ai 1.000 cc della Africa Twin attuale non sono previste. Tuttavia, se il mercato lo dovesse richiedere, Honda potrebbe sicuramente valutarne un eventuale sviluppo.

Da possessore di Africa Twin (chi scrive ha una XRV750) trovo che sia migliorabile la posizione del lampeggio abbagliante, che non è più sulla parte anteriore del blocchetto ma sulla parte centrale ed è scomodo da azionare (bisogna farlo col pollice). Al suo posto, il comando del controllo di trazione. Visto che avete modificato la strumentazione, per renderla più leggibile in condizione di luce forte, come mai non avete pensato di intervenire anche su questo dettaglio?
Non è il primo che ce lo fa notare. Ma, con la quantità di pulsanti e comandi che troviamo oggi sui blocchetti elettrici, bisogna stabilire delle priorità. Per noi, la regolazione del TC è molto importante. In ogni caso, si tratta solo di farci l'abitudine.

Ho avuto modo di usare per un lungo viaggio la CRF1000L con valigie laterali originali Honda in plastica. Si integrano bene nella linea della moto, ma Honda ci ha abituato a standard qualitativi più elevati. Vista la natura della Adventure Sports e i clienti ai quali s'indirizzerà, avete previsto un set di valigie in alluminio? 
Per ora le valigie laterali che forniamo per la Adventure Sports sono le stesse che si possono montare sulla Africa Twin "normale". In ogni caso, sottoporrò la questione al mio team e, se necessario, troveremo la soluzione migliore.

Autore: Andrea Rapelli

Tag: Interviste , eicma 2017


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