Attualità e Mercato

pubblicato il 13 novembre 2017

Taratura autovelox: dieci cose da sapere

Fra normative, sentenze e circolari, cerchiamo di fare chiarezza sulla taratura degli autovelox

Taratura autovelox: dieci cose da sapere

Non si placano le polemiche sugli autovelox e sulla loro taratura: la verifica periodica per capire se misurano bene la velocità e quindi se appioppano multe corrette a chi va davvero troppo veloce, oppure se parte dei verbali siano illeciti. Attenzione: non parliamo di un singolo motociclista che ha fatto ricorso a un Giudice di Pace; ci riferiamo invece addirittura alla Corte Costituzionale del 2015, cui sono seguite numerose circolari. Cerchiamo di fare chiarezza in 10 punti.

1) La sentenza della Corte Costituzionale 113/15 impone che tutti gli autovelox siano tarati. Non importa se fissi o mobili, se in città o fuori, se con contestazione immediata (motociclista fermato) e con contestazione differita (motociclista che riceve a casa la multa). Non importa se l’autovelox sia preso a noleggio da un ditta che fornisce il servizio al gestore della strada. Dopo questa sentenza, si assiste a una corsa frenetica dei Comuni per far tarare gli autovelox. Senza taratura, la multa è nulla: in ballo, un business da milioni di euro. Il dato più recente è di aprile 2017: il gettito dei Comuni derivante da multe per infrazioni al Codice della Strada (inclusi divieti di sosta, passaggi nelle ZTL, semafori rossi e quant’altro), nel 2015 è arrivato a 1,7 miliardi di euro, con un incremento del 45,6% rispetto al 2014. Lo ha calcolato la Corte dei Conti. Soprassediamo su come gli enti investano i quattrini, che in teoria dovrebbe migliorare la sicurezza stradale, a partire dai guardrail ghigliottina per i motociclisti.

2) “Solo i misuratori di velocità utilizzati in modalità completamente automatica dovrebbero essere sottoposti a una verifica metrologica presso la casa costruttrice, abilitata dalla certificazione di qualità secondo le norme ISO 9001 e seguenti, ovvero presso uno dei soggetti accreditati dal Sistema nazionale di taratura ai sensi della legge n. 273 del 1991, con cadenza almeno annuale ovvero conformemente alle indicazioni contenute nel certificato di approvazione e dalle istruzioni di funzionamento fornite dal costruttore”: parola di Corte Costituzionale.

3) Al di là della taratura almeno una volta l’anno, questa taratura degli autovelox come va fatta? È panico fra gli enti. Interviene il ministero dei Trasporti, con il parere 6169 dell'11 ottobre 2017: gli strumenti mobili per il controllo della velocità dei veicoli devono essere verificati ogni anno in un autodromo con mezzi che sfrecciano fino alla velocità di 230 km/h. Altrimenti non può essere rilasciato il certificato periodico di corretta taratura. Lo ha chiarito il ministero dei Trasporti.

4) Il panico fra i gestori aumenta. Una taratura a 230 km/h costa, richiede tempo, massima precisione. Arriva la retromarcia del ministero dei Trasporti con il parere 6573 del 27 ottobre 2017: gli strumenti per il controllo elettronico della velocità dei veicoli utilizzati solo in ambito comunale non richiedono verifiche particolari. Basterà testarli a una velocità massima rispettivamente di 120, 140 o 160 km/h, a seconda del limite presente in zona. Spetterà poi al comando di polizia stradale indicare al laboratorio di taratura dove verrà utilizzato l'autovelox. Se in ambito urbano o extraurbano. 

5) Siamo alla stretta finale. Come evidenzia Poliziamunicipale.it, con il nuovo parere 6811 dell’8 novembre 2017 il ministero dei Trasporti ribadisce che per la taratura periodica degli autovelox non fissi non occorre fare le prove alla velocità di 230 km/h, ma è sufficiente effettuare le verifiche alla velocità di 70 km/h superiore rispetto al limite consentito. In sostanza, dunque, per l'utilizzo dell'autovelox non fisso su strade dove vige il limite di 50, 70 o 90 km/h nulla cambierà rispetto al passato, in quanto le tarature sono già da tempo effettuate alla velocità di 160 km/h

6) Occhio però: sarà onere dell'organo accertatore, al momento della richiesta di taratura, attestare alla ditta a quale limite massimo di velocità saranno utilizzati gli autovelox. E chiedere alla ditta che esegue la revisione e la taratura un preventivo di spesa calibrato sul campo di utilizzo dello strumento. 

7) E qui si apre uno scenario inquietante: come fa il noleggiatore a sapere se il corpo di polizia che avrà in uso i rilevatori intenda avvalersi della possibilità di un campo di utilizzo ridotto? Soluzione del ministero: le tarature devono essere sempre effettuate con velocità fino a 230 km/h nel caso in cui la ditta proprietaria dia in locazione il dispositivo. Infatti, la ditta, non potendo sapere quale sarà il campo di utilizzo dello strumento da parte degli organi utilizzatori, dovrà considerare i valori di velocità più elevati, per non rendere invalidi gli accertamenti. 

8) OmniMoto.it si permette di far notare che la sentenza della Corte Costituzionale è incontestabile e inappellabile, mentre i pareri del ministero, pur autorevoli, in quanto pareri non sono vincolanti. Sentiamo la Cassazione a Sezioni Unite (23031/2007) e la Corte Costituzionale (255/2007): le circolari hanno natura di atti meramente interni della pubblica amministrazione che esprimono esclusivamente un parere dell'amministrazione; atti non vincolanti addirittura per la stessa autorità che le ha emanate. 

9) Morale: la situazione sulla taratura degli autovelox è molto più intricata e delicata di quanto paia. I protagonisti della storia sono i gestori (specie i Comuni), le aziende che fanno gli autovelox, le aziende che fanno le tarature, senza contare le aziende che fanno gli accertamenti dei proprietari delle moto e delle auto pizzicate dagli autovelox.

10) L'eccesso di velocità è un'infrazione gravissima: chi corre troppo rischia di uccidere. Ma alla fine, il motociclista sanzionato che può fare se ritiene di essere stato multato mentre rispettava il limite? Può tentare il ricorso al Giudice di Pace, giocandosi la carta della taratura (se c’è stato il controllo, quando è avvenuto, a che velocità la verifica dell’apparecchio è stata effettuata): spetta al magistrato valutare se prendere in esame la richiesta del multato.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , multe


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