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pubblicato il 6 novembre 2017

Ducati Panigale V4 e V4S, foto e informazioni ufficiali [VIDEO]

Al debutto ad Eicma con 214 CV e un peso forma di 174 kg a secco

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Per una Casa come Ducati, una moto come la nuova Panigale V4 non è solo una supersportiva che segna lo spartiacque fra un passato da bicilindrici e un futuro da quattro cilindri a V. Ma anche un manifesto programmatico, una bandiera che vuole essere il non plus ultra della produzione di Borgo Panigale. E questa nuova V4 lo è, senza dubbio. Anche nelle sue (ancora più speciali) varianti V4 S e Speciale (in tiratura limitata a 1.500 pezzi).

La tecnologia della Motogp 

Salutata quindi la 1299 Panigale, uscita di produzione, è tempo di guardare avanti. Come? Con il motore Desmosedici Stradale, vero fulcro di questo nuovo progetto. Non sono solo i dati a impressionare: 214 CV a 13.000 giri, con una coppia di 124 Nm a 10.000 giri. E addirittura 226 CV sulla Speciale, con il Racing Kit. Ma anche come i tecnici di Borgo Panigale ci sono arrivati. Il travaso delle conoscenze acquisite in MotoGP è stato forte: il nuovo V4 pesa solo 2,2 kg in più rispetto al bicilindrico Superquadro della 1299, ha un albero motore controrotante (il che significa, fra le altre cose, una miglior maneggevolezza) ha una lubrificazione a carter semi-secco e cambio con quickshifter sia in salita sia in scalata. L'ordine di scoppi è tipico del bicilindrico (Twin Pulse) mentre – oltre al debutto dei cornetti ad altezza variabile – non poteva mancare la distribuzione desmodromica. Inoltre, visto i peso a secco di 174 kg (164 la Speciale con Racing Kit) il rapporto peso potenza è di 1,1CV/kg.

Telaio da corsa 

Il telaio della Ducati Panigale V4 è un'evoluzione di quello utilizzato in MotoGP e si chiama Front-frame: in sostanza, il motore è usato come elemento strutturale dell'intero telaio. Si tratta di una compatta struttura frontale, del peso di soli 4 Kg, fissata direttamente al semi-carter superiore della bancata anteriore ed alla testa della bancata posteriore del V4 il cui basamento funge anche da fissaggio della sospensione posteriore e da punto di fulcro del forcellone mono-braccio. Ducati sostiene che così si possono disaccoppiare la rigidezza torsionale e laterale: così, il pilota deve affaticarsi meno alla guida. A contorno ci sono un telaietto anteriore in magnesio e uno posteriore fuso a conchiglia. Il tutto per un'inclinazione del cannotto di sterzo di 24,5° e un'avancorsa di 100 mm.

Tre versioni, dotazioni diverse 

Tre versioni, tre tipi di sospensioni: la base monta forcella Showa Big Piston Fork con steli da 43 mm di diametro e un mono Sachs, entrambi regolabili. La Ducati Panigale V4 S e la Speciale contano invece su una forcella Öhlins NIX-30, un ammortizzatore posteriore Öhlins TTX36 e ammortizzatore di sterzo sempre Öhlins. Arriva lo stessa misura del pneumatico posteriore usato in Superbike (200/60-ZR17, Diablo Supercorsa SP) mentre le pinze freno sono Brembo Stylema, progettate espressamente per questa Panigale: davanti ci sono dischi da 330 mm, dietro un disco da 245 mm.

Elettronica pistaiola e molto evoluta 

Notevole anche il livello di elettronica presente sulla Ducati V4 Panigale: la piattaforma inerziale a sei assi ha infatti permesso ai tecnici di infarcire la moto con ben otto diversi sistemi: ABS Cornering Bosch EVO, Ducati Traction Control EVO (DTC EVO), Ducati Slide Control (DSC), Ducati Wheelie Control EVO (DWC EVO), Ducati Power Launch (DPL), Ducati Quick Shift up/down EVO (DQS EVO), Engine Brake Control EVO (EBC EVO)e Ducati Electronic Suspension EVO (DES EVO).

Il cornering ABS è stato evoluto, ed è regolabile su tre livelli. Vale la pena descrivere il Ducati Slide Control, due livelli, che (parole di Ducati) “supporta il pilota controllando la coppia erogata dal motore in funzione dell’angolo di slide; il suo obiettivo è quello di migliorare le performance in uscita di curva prevenendo angoli di slide che risulterebbero altrimenti difficili da gestire.” Per non parlare dell'Engine Brake Control, capace di regolare la coppia che investe la ruota posteriore in frenata. Si basa su posizione farfalla, marcia selezionata e sull'intensità della decelerazione.

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Autore: Andrea Rapelli

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