Attualità e Mercato

pubblicato il 5 novembre 2017

Autovelox in rettilineo: multe a casa? Rischio ricorsi a valanga

Una sentenza della Cassazione tira le orecchie ai gestori delle strade

Autovelox in rettilineo: multe a casa? Rischio ricorsi a valanga

La Cassazione, con sentenza 25030/2017, si occupa di un aspetto delicato e controverso: gli autovelox piazzati sui rettilinei, con le multe inviate a casa, nonostante la presenza di agenti delle Forze dell’ordine sul posto. Parliamo quindi della contestazione differita nel tempo: prima Polizia o Carabinieri immortalano con l’autovelox la moto (o un altro veicolo) che corre troppo veloce in rettilineo, monitorato da una pattuglia; entro 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione (vedi qui), il proprietario della moto riceve a casa il verbale nella busta verde.

Che cosa è successo

Protagonista è il Comune di Casacanditella, 1.300 abitanti, della provincia di Chieti in Abruzzo (fa parte dell'Unione delle Colline Teatine). L’altro contendente della controversia è un guidatore, multato con autovelox su rettilineo controllato dagli agenti. L’uomo fa ricorso contro quel Comune: una battaglia legale stravinta dal cittadino. Infatti, il Giudice di Pace annulla la contravvenzione. Il sindaco si oppone. Anche secondo il Tribunale di Chieti il verbale è illegittimo perché non contiene nessunriferimento alle circostanze impeditive della contestazione immediata”. E “nel corso del primo giudizio nessuna attività istruttoria era stata neanche richiesta in tal senso, per contro risultando in atti fotografie che rendevano palese come il tratto fosse un lungo rettilineo”.  La traduzione? Per l’infrazione sul rettilineo con agenti sul posto, la multa inviata a casa è nulla se il verbale non dice il motivo per cui la Polizia non ha fermato il motociclista (o un qualunque guidatore). Ma l’ente non si arrende a va addirittura in Cassazione, come talvolta fanno le amministrazioni.

Terza vittoria

La Cassazione conferma: in materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità compiute a mezzo apparecchiature di controllo (autovelox), su rettilineo e con gli agenti, il verbale è illegittimo quando non contiene alcun riferimento alle circostanze impeditive della contestazione immediata. La contestazione immediata è impossibile in ragione dello stato dei luoghi? Non conta. Comunque, il verbale deve indicarlo. Il tratto di percorrenza, controllato da autovelox, era un rettilineo e, “in via di principio, nulla impediva agli organi di Polizia stradale di posizionarsi in modo tale che potessero fermare l’autovettura di cui si era rilevato l’eccesso di velocità”, per gli adempimenti inerenti alla contestazione. Al guidatore, che stravince per la terza volta di seguito e senza discussioni, andava data la possibilità di difendersi immediatamente. Dopo che la Cassazione ha tirato le orecchie ai gestori delle strade, il rischio è di avere ricorsi a valanga.

Qualche esempio

Ma quando la contestazione immediata è impossibile? I casi sono indicati dall’articolo 201, comma 1, del Codice della Strada. A titolo esemplificativo (ce ne possono essere pure altri): impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato a eccessiva velocità; attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa; sorpasso in curva; accertamento di una violazione da parte di un funzionario o di un agente a bordo di mezzo di pubblico trasporto; accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento o comunque nella impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari; accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo. Fra i mille altri esempi, può darsi che gli agenti fossero impegnati in ben altri questioni, come il soccorso di una persona dopo un incidente.

Autore: Redazione

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