Attualità e Mercato

pubblicato il 12 ottobre 2017

Incidenti con animali: brutti numeri per le moto

Nei primi 6 mesi del 2017, addirittura 22 moto coinvolte in sinistri con animali

Incidenti con animali: brutti numeri per le moto

È allarme incidenti con animali, che sbucano all’improvviso davanti: il caso classico è il cinghiale che sta fermo in strada, fai di tutto per schivarlo e finisci fuori dalla carreggiata. L’Osservatorio Asaps (Amici Polstrada) raccoglie solo le segnalazioni raccolte o pervenute: casi di conducenti o trasportati che hanno riportato lesioni o perso addirittura la vita. Eppure, si tratta di numeri enormi.

Ben 75 impatti e 10 morti

Nel primo semestre del 2017, l’Osservatorio forlivese ha registrato 75 casi importanti nei quali 10 persone hanno perso la vita e altre 91 sono rimaste ferite, spesso anche in modo grave. Purtroppo, con conseguenze spesso negative anche per i poveri animali selvatici: cinghiali, cervi, caprioli, daini. Talvolta per gli animali domestici. Occhio però: ribadiamo che gli incidenti con animali senza procurare conseguenze alle persone sono altre centinaia. Sono 59 quelli avvenuti di giorno e 16 quelli avvenuti nelle ore notturne; 70 si sono verificati sulla rete ordinaria e 5 su quella autostradale; 57 incidenti hanno coinvolto autovetture, 3 autocarri o pullman. Addirittura 22 moto e 8 biciclette: motociclisti e ciclisti si confermano così utenti deboli della strada; è chiaro che per loro un eventuale impatto con un animale ha effetti ben più pesanti rispetto a chi guida altri mezzi.

In crescita

Nel primo semestre del 2016 gli episodi registrati erano stati 58, i morti erano stati 9 e i feriti 68: quest’anno la situazione è quindi peggiore. Dove? Sono stati 9 gli incidenti con conseguenze per le persone in Emilia-Romagna e Abruzzo, 8 in Lombardia, 6 in Toscana e Lazio, 5 in Sicilia, 4 in Campania, Liguria, Veneto, Marche e Sardegna, i rimanenti nelle altre regioni.

Obblighi e diritti

Ricordiamo che (anche per legge) occorre comunque chiamare i soccorsi quando un animale resta ferito. E invece quando si ha diritto al risarcimento per un incidente con un animale? Si entra nel girone dantesco della burocrazia: a parte che occorre distinguere fra animale domestico e selvatico, comunque il punto di partenza è chiamare le Forze dell’ordine per far mettere a verbale il sinistro. Dopodiché, inizia un calvario: si deve dimostrare che l’ente gestore non ha fatto di tutto per prevenire l’incidente (a partire dalla segnalazione della presenza di animali selvatici); occorre anche provare che si stava viaggiando a velocità moderata e con prudenza. E che l’incidente era inevitabile. Il nostro consiglio? Farsi aiutare da un legale o un esperto in infortunistica stradale, visto che i casi sono molteplici e molto diversi uno dall’altro.

Autore: Redazione

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