Attualità e Mercato

pubblicato il 10 ottobre 2017

Ciclista uccide pedone? Omicidio stradale

Se una persona in bici investe e causa la morte di un pedone, scatta il reato di omicidio stradale

Ciclista uccide pedone? Omicidio stradale

Il reato di omicidio e lesioni personali stradali, introdotto nel marzo 2016, lo conoscono tutti come una legge che combatte la guida in stato alterato da alcol e droga: chi si mette al volante ubriaco o “fatto”. Una norma che dovrebbe anche arginare la pirateria stradale, ossia le omissioni di soccorso da parte degli automobilisti. Ma un caso recente mette in guardia: l’omicidio stradale, con pene più severe rispetto al vecchio omicidio colposo (per imprudenza), riguarda anche chi va in bici e uccide un pedone.

Che cosa è accaduto

Come spiega lanazione.it, a aprile 2016, una donna ultra70enne viene investita e uccisa da una 30enne in sella a una bici. Di quelle tradizionali, neppure elettriche. Ovviamente, è un omicidio colposo, per imprudenza: la donna in bici si è voltata per qualche istante, per vedere se alle sue spalle sopraggiungeva un bus. Il fatto è che quel mezzo avrebbe rappresentato un pericolo perché la carreggiata, in quel punto, non è particolarmente ampia. Proprio in quel momento, la bici ha travolto l’anziana, morta in ospedale per un’emorragia sottodurale come conseguenza dell’impatto. Applicata la pena minima: 2 anni. Con la riduzione fino a un terzo della stessa per la scelta del rito detto premiale: un anno e quattro mesi, senza dibattimento né attenuanti.

Ecco l’articolo di legge

Tutto ruota infatti attorno all’articolo 589-bis, comma 1, del Codice Penale: sanziona l’omicidio stradale semplice da chiunque cagionato. Questi può essere l’automobilista, il motociclista e, appunto, il ciclista. Occhio: siccome parliamo di omicidio e lesioni personali stradali, gravi e gravissime, il reato scatta anche in caso di ferimento. 

Qualche dubbio sulla nuova legge

A questo punto, i dubbi sull’efficacia dell’omicidio stradale si fanno sempre più pesanti. L’auspicato crollo dei sinistri da alcol e droga non è calato, così come non sono scesi gli atti di pirateria stradale: in compenso, può essere accusato di omicidio e lesioni personali stradali il ciclista che uccide. In più, va nei guai pure l’automobilista o il motociclista che commette una seppur grave distrazione e ferisce lievemente una persona: magari un individuo anziano che deve curarsi con oltre 40 giorni di prognosi. In casi del genere, il guidatore perde subito la patente con provvedimento immediato del Prefetto, in attesa della sentenza del magistrato: si arriva a 5 anni di stop alla patente.

Autore: Redazione

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