Attualità e Mercato

pubblicato il 4 ottobre 2017

Moto contro guardrail tagliente: anche il Comune paga

Un centauro sbatte sulla barriera e perde un braccio: la controversia arriva in Cassazione

Moto contro guardrail tagliente: anche il Comune paga

Il principio è sacrosanto: pur se un motociclista guida con imprudenza, esce di strada e sbatte contro il guardrail, comunque il Comune può essere ritenuto in parte responsabile del sinistro e delle ferite del centauro. Quando? Semplice: se la barriera non è in regola e quindi tagliente o se la strada è in cattivo stato. Lo ha ribadito la Cassazione, terza sezione civile, con ordinanza 22801/2017, del 17 febbraio, depositata il 29 settembre. Che si è occupata di un incidente gravissimo, con un minorenne che ha perso il braccio, lesione dovuta al guardrail. Un concetto già espresso più volte dalla Corte Suprema, ma evidentemente è tanta e tale la mole di cause stradali che i Comuni vogliono portare avanti nel tempo da arrivare spesso addirittura in Cassazione. È l’ennesima stangata ai danni degli enti locali; una batosta anche sotto il profilo dell’immagine.

Guerra legale

Nel 2001, il motociclista minorenne e i suoi genitori convengono in giudizio il Comune di Pozzolengo (BS) per sentir accertare la responsabilità del Comune nel grave incidente stradale in cui era rimasto coinvolto il ragazzo: su una strada comunale in sella alla sua motocicletta, in corrispondenza di un solco nell'asfalto non segnalato, nonché di terriccio fangoso non rimosso, perdeva il controllo della moto. Per guida imprudente: sotto il limite di velocità, ma troppo veloce rispetto alle condizioni della strada. Il giovane veniva sbalzato e scagliato contro il guardrail posizionato sul lato opposto della carreggiata. La barriera non era fissata bene: aveva assunto una anomala posizione obliqua in cui rimaneva esposto, girato dalla parte destinata al transito dei veicoli, un punto tagliente. Per l’impatto violento, la barriera gli provocava l’amputazione netta di un braccio.

Ribaltoni

In primo grado, il Tribunale di Brescia ritiene il Comune convenuto esclusivo responsabile dell’incidente e lo condanna a risarcire i danni di un milione di euro in favore del giovane e di 100.000 euro ciascuno in favore dei genitori. La sentenza della Corte d'Appello di Brescia 1207/2013 del sovverte del tutto l’esito del primo grado di giudizio, rigettando integralmente le domande risarcitorie: il guardrail (così dicono i giudici di secondo grado) ha solo la funzione di evitare o contenere l’uscita di strada. La famiglia ricorre per Cassazione.

Guardrail tagliente? Comune colpevole

Sentiamo la Corte Suprema: non è corretto affermare che tali barriere abbiano esclusivamente la funzione di evitare o contenere il rischio della fuoriuscita di strada delle vetture in tratti di strada di particolare pericolosità e quindi siano costruite al solo scopo di reggere l’impatto con gli autoveicoli. La funzione della predisposizione della barriera laterale è quella di diminuire la pericolosità del tratto stradale ove essa è collocata: questa funzione si esplica delimitandone prima di tutto visivamente il bordo, offrendo una resistenza all’eventuale impatto dei veicoli e offrendo anche una protezione ai corpi dei malcapitati utenti della strada che, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti o automobilisti, si trovino per i più svariati accadimenti a essere proiettati verso un bordo strada al di là del quale c’è il vuoto o una scarpata, proteggendoli dalle più gravi conseguenze di una caduta. Quindi, in generale nella funzione protettiva delle barriere laterali è compresa anche quella di diminuire il rischio che un corpo umano possa venire sbalzato nel vuoto. Il Comune che predispone una barriera laterale è poi tenuto alla sua manutenzione perché non diventi un elemento potenzialmente pericoloso per gli utenti della strada. L’impatto o anche il contatto della barriera laterale con il corpo delle persone non è infatti circostanza assolutamente imprevedibile, ma anzi è una circostanza del tutto prevedibile e i cui effetti la barriera ha proprio la funzione di contenere. Insomma, il Comune, gestore della strada, è comunque responsabile del guardrail deformato che ha aggravato le lesioni del ragazzo. C’è concorso di colpa: da una parte il ragazzo correva troppo, dall’altra l’ente doveva piazzare non una barriera tagliente, ma in grado di proteggere gli utenti della strada.

Come va a finire

Morale: la Cassazione accoglie uno dei motivi di ricorso della famiglia, cassa e rinvia alla Corte di Appello di Brescia in diversa composizione. Al di là del caso specifico, questa sentenza è di grande importanza: inchioda ancora gli enti gestori delle strade alle loro responsabilità. Servono strade in buono stato e guardrail contenitivi. Che non facciano da ghigliottina per i motociclisti.

Autore: Redazione

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