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pubblicato il 25 settembre 2017

MotoGP, le due sorprese di Aragon

Marquez padrone di casa ad Aragon e anche in classifica piloti, ma il suo dominio non è una sorpresa

MotoGP, le due sorprese di Aragon

Non mi meraviglia tanto vedere Marc Marquez sul gradino più alto del podio ad Aragon festeggiare un successo – quarta vittoria nelle ultime sei gare e sessantesimo trionfo in carriera – che gli regala una festa davanti al suo pubblico e anche il primato in classifica. È il più forte, lo ribadisco ancora una volta, è inutile negarlo. È il più completo, guida come nessun altro e resta ad oggi, quando mancano quattro gare al termine della stagione, l’uomo da battere. Con soli sedici punti di distacco tra lui e il Dovi però tutto può ancora accadere. “Don’t say cat if the cat is not in the sac”, disse (riassumendo) il mitico Trapattoni. Certo, sono senza dubbio punti che pesano come macigni quelli che il ducatista ha lasciato sul tracciato spagnolo. “Saltando il venerdì di prove non sono riuscito a mettere a posto la moto e in alcuni punti del tracciato perdevo molto”, ha spiegato così la sua “debacle” Andrea, costretto a fare gli straordinari nei prossimi round se vuole provare a prendersi il titolo.

Non mi meraviglia nemmeno la straordinaria rimonta che ha tirato fuori Daniel Pedrosa, in fondo quando è in forma e ha feeling con pista e moto diventa quasi imbattibile: è una sua caratteristica intrinseca. Le vere sorprese di questa giornata spagnola di corse sono due: Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Il primo credo abbia fatto qualcosa di straordinario, non solo perché ha recuperato velocemente una condizione fisica tale da permettergli di gareggiare ad altissimi livelli, ma sopratutto perché ha dimostrato al mondo intero che con l’entusiasmo e la determinazione, aspetti che lo hanno accompagnato in queste settimane di duro lavoro con i medici e i fisioterapisti, si possono ottenere risultati che vanno al di là di ogni logica o previsione. E poi stupisce il suo amore smisurato per questo sport. In fondo pensateci, ma chi gliel’ha fatto fare di prendersi dei rischi enormi, di massacrarsi di fisioterapia per andare a disputare una gara che non ha alcuna importanza per il mondiale? Eppure ha stupito tutti, ancora una volta. Commovente.

L’altro è Jorge Lorenzo, che finalmente sta iniziando ad ottenere risultati che si avvicinano al suo potenziale. Purtroppo vedendolo in questa stagione quasi mai con i primi (se non nei primissimi giri) ci siamo un po’ abituati a considerarlo (momentaneamente) uno che non fa parte dei cosiddetti Big. Ma è pur sempre un cinque volte campione del mondo. Aveva solo bisogno di tempo per imparare a gestire la Ducati. E non ha ancora terminato il suo iter. È però un segnale importante quello di riuscire ad ottenere i primi risultati e le prime performance ad alti livelli. Finirà quest’anno alla ricerca magari di una vittoria, ma sarà sicuramente il prossimo anno quello in cui punterà più in alto, soprattutto alla luce della esperienza acquisita. Anche per questo spero che Dovi riesca a portare a casa il titolo nel 2017…

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , motogp


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