Attualità e Mercato

pubblicato il 24 agosto 2017

Fuoristrada: FMI lancia l'allarme

Le strade sterrate e mulattiere larghe fino a 2,5 metri potrebbero essere riservate esclusivamente a bici, pedoni e animali

Fuoristrada: FMI lancia l'allarme

Si possono trovare decine di aggettivi per definire il fuoristrada. Ma, senza dubbio, è una disciplina che vi fa abbandonare il certo (l'asfalto) per l'incerto (la terra, il fango, i sassi, l'acqua). E d'incertezza, in queste ore, ce n'è tanta fra gli appassionati del tassello: dopo le modifiche agli articoli 2, 3 e 194 del Codice della Strada, votate dalla IX Commissione Trasporti della Camera, la Federazione Motociclistica Italiana ha lanciato l'allarme, con un lungo comunicato stampa. In sostanza, si vorrebbero vietare al transito di qualsiasi mezzo a motore le sterrate e i sentieri larghi fino a 2,5 metri. In favore di velocipedi, pedoni e animali. Apriti cielo.

La funzione sociale del fuoristrada 

L'approvazione di modifiche simili rivoluzionerebbe il modo d'intendere l'offroad su due ruote, ma anche su quattro. A venire meno sarebbero, prima di tutto, le possibilità di portare soccorso in luoghi impervi: a tal proposito, la Federazione ricorda che è diventata a tutti gli effetti – dopo il Terremoto del Centro Italia – “organo della Protezione Civile per le operazioni di soccorso gestite con mezzi fuoristrada” e che non più tardi di due mesi fa, è stato sottoscritto “un protocollo d’intesa con l’Arma dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente, la sicurezza stradale, la protezione civile, il primo soccorso alle popolazioni”.

Niente più campioni (e competizioni) 

C'è poi anche il risvolto sportivo. Se consideriamo che, nei 106 anni di storia della FMI, i nostri piloti hanno portato a casa 19 Titoli mondiali individuali Enduro, 36 Titoli Europei Enduro, 24 titoli iridati per Squadre nazionali (Sei Giorni) e sei vittorie alla Parigi-Dakar, questa limitazione fa ancora più paura. Dove si allenerebbero infatti i 120.000 tesserati e i 15.000 piloti agonistici italiani, se non sulle mulattiere e sterrate larghe fino a 2,5 metri delle nostre Alpi o dei nostri Appennini? E poi, la Federazione non potrebbe più organizzare gare e manifestazioni. Senza dimenticare gli amatori, che non potrebbero più divertirsi e godere di panorami mozzafiato.

Occhio anche alle proprietà private

Una (potenziale) bella botta per un settore che è in buona salute: nell'ultimo anno, infatti, è stata registrato un aumento delle vendite dei caschi da fuoristrada pari al 37,1% e il mercato moto, negli ultimi mesi, ha quasi sempre fatto segnare un bel più. Tutto questo senza contare il giro d'affari del settore 4x4 auto, anch'esso interessato dalla norma. E poi, la norma non guarderebbe in faccia nemmeno alle proprietà private, che avrebbero i loro sentieri d'accesso vietati ai mezzi a motore d'ufficio, senza il consenso dei proprietari.

I buoni e i cattivi

Un bel pasticcio, che ci auguriamo non diventi legge. Se è vero che ci sono alcuni enduristi che non rispettano i luoghi dove circolano, è altrettanto vero che molto è stato fatto per sensibilizzare utenti e Regioni. Perché il fuoristrada deve essere un piacere per tutti, ma senza danneggiare nessuno. Che si tratti di persone, animali o campi coltivati.

Autore: Andrea Rapelli

Tag: Attualità e Mercato


Top