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pubblicato il 14 agosto 2017

Dovizioso, un grande esempio per i giovani piloti

Il pilota Ducati continua a vincere e ad emozionare. È in lotta per il titolo, ma conserva un’umiltà esemplare

Dovizioso, un grande esempio per i giovani piloti

Io un Dovizioso così determinato come quello visto ieri in Austria forse non lo ricordo nelle altre gare. Non è certo la prima volta che fa suonare l’Inno di Mameli sul gradino più alto del podio della MotoGpha portato a casa 3 gare, come Marquez – ma il modo in cui ha guidato negli ultimi giri per difendersi dal campione del mondo in carica che gli mordeva le caviglie è stato impressionante. Ha gestito moto, adrenalina, stanchezza e voglia di vincere come solo un grande campione riesce a fare. Sapeva molto bene quali erano i punti in cui Marc avrebbe potuto provarci – ultima curva compresa – e ha sempre trovato il modo di tenerlo a bada, disegnando il capolavoro proprio negli ultimi metri. È stata, la sua, una vittoria stra-meritata. Ma non inattesa, pensandoci bene.

Salto di qualità definitivo

Dovizioso è ora un pilota top, ha fatto (quest’anno) il salto di qualità definitivo. Ha raggiunto una maturità e una competitività tali da potersi giocare il titolo mondiale. La sua simbiosi con la Ducati è cresciuta nel tempo. Lo stesso Gigi Dall’Igna ha sottolineato che Dovi è in Ducati da 5 anni e conosce la moto come nessun altro. A mio avviso Andrea non è stato solo bravo a svilupparla e a farla evolvere negli anni, ma soprattutto a lavorare costantemente “in silenzio”: senza fare polemiche nei momenti difficili, senza fare proclami in tempi migliori e andando avanti con un’umiltà esemplare (dovrebbero imitarlo un po’ di pilotini italiani della Moto3 che invece giocano a fare i fenomeni pur non vincendo nulla) e uno stipendio mai proporzionato al suo valore. Sono aspetti questi che fanno crescere in me (e credo in tanti) la stima verso il Dovi uomo e pilota.

Il potenziale per il titolo c’è

Se poi riuscirà a regalarsi (e regalare a tutti gli italiani) il sogno del primo titolo nella classe regina lo scopriremo solo continuando a seguire questa straordinaria stagione del motomondiale. Certo, Marquez (che dista 16 punti) è l’uomo da battere e venderà cara la pelle. E Vinales e Rossi non sono assolutamente fuori dai giochi (militando rispettivamente a -24 e -33 da Marquez), nonostante gli evidenti problemi delle loro M1. Sono sette le gare che mancano al termine della stagione. Il potenziale c’è e sembra continuare a crescere; anche Lorenzo sta pian piano facendo progressi. Io incrocio le dita e, a prescindere da quale sarà il risultato finale, credo che il Dovi andrà ringraziato comunque per le grandi emozioni che ci sta regalando.

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , motogp


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