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pubblicato il 25 luglio 2017

KTM 1090 Adventure R e 1290 Super Adventure R - TEST

Le più inarrestabili delle "orange" pronte all'avventura. Le abbiamo provate sui bei percorsi off-road nei dintorni di Bardonecchia

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Per anni la KTM 990 Adventure è stata considerata l’ammiraglia delle moto avventurose grazie alla sua incredibile versatilità, che la rendeva estremamente divertente da guidare anche nel vero off-road. Poi da quando KTM ha lanciato la sua nuova gamma, mandando in pensione la 990, le perplessità tra gli appassionati sono state molte. Fino ad oggi, con le nuove 1090 Adventure R e 1290 Super Adventure R. Il look, di primo impatto, fa sembrare la nuova gamma pensata per un uso stradale e meno “dirt” ma le cose stanno diversamente. Siamo andati a provare le nuove "R" nei dintorni di Bardonecchia, spremendo queste due belve su percorsi di montagna puramente off-road. Infatti si tratta di versioni pensate proprio per un uso maggiormente fuoristradistico, a differenza delle “sorelle” S e T. Prima di svelarvi com’è andata, guardiamo brevemente i dati tecnici di queste due moto.

1090 Adventure R

Un modello progettato per dare soddisfazioni sullo sterrato, che monta ruote con dimensioni da Enduro, 21’’ all’anteriore e 18’’ al posteriore. Telaio a traliccio come per le KTM RR450 da Dakar sviluppato per resistere ma che offre stabilità e maneggevolezza al tempo stesso. Forcella WP da 48 mm con escursione da 220mm a differenza della versione stradale della 1090, che monta una forcella da 43mm. Al posteriore un PDS, proprio come sulla gamma Enduro EXC, per dare una trazione maggiore rispetto a quella offerta da un normale mono ammortizzatore. Doppi dischi freno da 320mm all’anteriore e da 267mm al posteriore con un impianto frenante Brembo. Pedane e manubrio con possibilità di due regolazioni di posizione diverse in modo da garantire comodità ai motociclisti di diverse stature. Motore bicilindrico da 125 cavalli con un peso totale della moto a secco di 207kg ed un serbatoio benzina da 23 litri. ABS, controllo trazione e 4 riding modes, completano la parte elettronica della 1090 R.

1290 Super Adventure R

Molto simile alla 1090 R, condivide con lei diverse parti dal punto di vista ciclistico, infatti il telaio è lo stesso a traliccio in cromo molibdeno da 9.8 kg, così come le sospensioni sono uguali ma con una taratura fatta per il propulsore bicilindrico da 1.301 cc e 160 cavalli, che la rendono la maxi Enduro più potente al mondo. Ovviamente le sospensioni sono totalmente regolabili sia in compressione, che ritorno e precarico. Uguale anche l’impianto frenante con i dischi delle medesime misure della sorella più piccola. Nonostante le somiglianze estetiche la 1290 Adventure R è una moto con diverse evoluzioni a partire dal diverso design della parte anteriore sviluppato assieme all’azienda KISKA che ha voluto dare vero carattere al look di questo mezzo. Un’innovazione molto interessante è il faro led anteriore che la contraddistingue da qualsiasi altra moto. Un dettaglio che sicuramente qualsiasi motociclista apprezzerà è il nuovo sistema di spegnimento automatico delle frecce. Una cosa così banale ma al tempo stesso così comoda perché a tutti capita spesso di accendere la freccia dimenticandoci di spegnerla: il nuovo sistema KTM fa si che la freccia si spenga da sola dopo 150m e 10 secondi. Presente poi il comodissimo cruise control e il controllo pressione pneumatici elettronico tramite il display TFT del dashboard. Il peso totale arriva a 217 kg a secco quindi solo 10 kg in più della 1090. Come ogni modello KTM non può mancare l’ampio catalogo powerparts che permette di personalizzare anche le nuove 1090 Adventure R e 1290 Super Adventure R con una lunga lista di accessori quali, paramotore, marmitta, pedane rally, borse e molto altro ancora.

A tutto TEST

La prima impressione, quando si sale in sella alla 1090 R, è che questa sia la degna erede della 990 LC8 Adventure per via di una maneggevolezza inaspettata. La facilità con la quale si guida questa moto, nonostante gli oltre 200kg di peso è data dall’ottimo lavoro svolto nel reparto elettronico dalla centralina con delle mappe che finalmente eliminano l’effetto On/Off dei modelli precedenti. Il fatto che la moto abbia un’erogazione lineare in accelerazione fa la differenza nella guida off-road perché ci si sente più sicuri e stabili nell’affrontare i sentieri tortuosi. Ovviamente tramite i 4 diversi riding modes si riesce ad avere un setting della moto diverso per le diverse esigenze. A differenza di altri mezzi sui quali si percepisce poca differenza tra una mappatura e l’altra, sui KTM il diverso tipo di erogazione e gestione della moto si sente. Per quanto riguarda le sospensioni, queste ultime risultano ben sostenute per un uso turistico e per gli sterrati accidentati ma, chiaramente, se pensate di andare a fare grandi salti come su una moto da Enduro, necessitano di una preparazione diversa. Sempre sul lato ciclistica, la moto risulta essere bella stretta nella zona sella, cosa che favorisce la guida in piedi e rende più semplici i cambi di direzione, rendendo questa KTM più confortevole rispetto alle edizioni precedenti. La 1090 Adventure R trasmette una sensazione che forse solo chi ha già posseduto una “orange” della gamma Adventure può capire: quando si è in sella viene voglia di accelerare per esplorare tutte le strade sterrate davanti ai propri occhi. Questa moto surclassa, a nostro avviso, la vecchia 990 soprattutto perché l’erogazione costante del motore rende la guida in fuoristrada più semplice anche a chi non ha una pregressa esperienza fuoristradistica alle spalle.

In sella alla 1290 R si tende invece subito ad averne timore, anche perché la nomina di “Adventure più potente al mondo” crea un certo imbarazzo, convinti che tutta questa potenza sia molto difficile da controllare. Invece, proprio per la grossa cilindrata, questa moto risulta morbidissima in accelerazione ed ai bassi regimi, inoltre anche se ci si trova ad affrontare una curva con una marcia alta, il motore riprende sempre giri. Quindi, dopo alcune ore a far conoscenza, ci si trova ad usare il cambio molto meno rispetto alla 1090. Questo aspetto rende la guida particolarmente godibile perché, invece di concentrarci sulla marcia giusta, possiamo pensare di più alle traiettorie. Le moto che abbiamo provato erano poi equipaggiate con il cambio assistito (un optional powerparts non incluso di serie) che funziona senza bisogno della frizione. A nostro avviso un accessorio essenziale per godere al massimo l’esperienza di guida. Siamo rimasti felicemente sorpresi dal bilanciamento dei pesi, che sono centralizzati in modo ottimale, nonostante questo bestione abbia una mole significativa… che però, una volta in movimento, svanisce regalando un’ottima maneggevolezza (non al pari della 1090, chiaramente, ma sicuramente sembra di guidare un mezzo di cilindrata più piccola). Tramite lo strumento di bordo, molto sofisticato nelle sue funzioni ma semplice da navigare, si può gestire anche il traction control: disinserendolo, si riescono ad effettuare derapate davvero uniche.

Mi piace o non mi piace?

Inaspettatamente, se dovessimo scegliere tra le due, probabilmente sarebbe la 1290 Super Adventure R, per via della tecnologia sofisticata e del motore infinito, ma facile da gestire. Con questa moto ti senti un po’ un Dakariano dei tempi africani. Ma la 1090 di certo non delude! Entrambe trasmettono un’emozione ed un’adrenalina “racing” ed aggressiva, invogliandoti ad intraprendere viaggi nel deserto… o comunque dove ci sia tanto fuoristrada che ti aspetta.

Autore: Manuel Lucchese

Tag: Test , test , prove


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